Be The Wolf: nel segno del lupo

0

Il modo migliore per farsi un’idea  su una band è sicuramente aver l’opportunità di farci una chiacchierata. Oggi, infatti, abbiamo l’occasione di conoscere i Be The Wolf, gruppo musicale torinese. L’attuale formazione è composta da Paul Canetti (batteria), Federico Mondelli (voce e chitarra), Francesco Priolo (chitarra) e Marco Verdone (basso). Negli scorsi mesi sono riusciti a portare la loro musica in giro per l’Italia, attraverso un breve tour con degli altri gruppi e a crearsi una buona rete di conoscenze. Abbiamo avuto modo di scambiare due parole con Federico, il cantante della band.

Iniziamo con una domanda semplice. Chi sono e quando nascono i Be the Wolf?
I Be The Wolf sono un gruppo rock di Torino, nato all’incirca due anni fa dalle ceneri di due progetti differenti.

A volte è difficile descrivere ciò che si fa, si crea e si suona. Sapreste trovare tre aggettivi per definire la vostra musica?
Innanzitutto definirei la nostra musica calda. Le nostre radici affondano nel blues, nell’hard rock più torrido, nel soul, tra i generi più focosi e passionali di sempre. Direi poi che la nostra musica è ruvida e diretta. Le nostre canzoni non hanno milioni di sovraincisioni, e il suono che puoi ascoltare nei nostri live è semplicemente frutto della nostra strumentazione, una batteria, un basso e due chitarre. Questo rende il tutto probabilmente piuttosto secco e scarno, ma in compenso lascia molto spazio all’interpretazione e alla dinamica, rendendo ogni nostro live a suo modo unico, soggetto al nostro umore del momento.

Come avviene la stesura delle vostre canzoni? Qual è stato il primo pezzo che avete scritto e provato?
I pezzi solitamente nascono da me (Federico, voce e chitarra), che propongo in sala la melodia vocale e le ritmiche. Paul (batteria) e Marco (basso) danno una struttura alla canzone, infondendole senso ritmico (e spesso stravolgendone totalmente la lettura, rendendola molto più efficace rispetto all’idea originale). Francesco (chitarra solista) aggiunge i dettagli, i lead, ed esegue un minuzioso lavoro di rifinitura sulle chitarre. I testi vengono molto dopo, solitamente tutti nello stesso momento. Il primo pezzo che abbiamo scritto è stato The Comedian, è nato ancora prima che il progetto Be The Wolf prendesse forma. E’ estremamente diverso dalla nostra produzione attuale, ma è stato questo pezzo a dettare la direzione da seguire e renderci quelli che siamo ora.

Che musica troviamo sul vostro lettore mp3? C’è un brano che avreste voluto scrivere voi al posto della band in questione?
Nei nostri lettori mp3 c’è decisamente una scelta molto ampia di generi e sottogeneri, essendo tutti noi avidi consumatori di musica. Di norma Marco e Paul sono i più aggiornati sul fronte mainstream, Fra sui generi più estremi, e io il meno aggiornato di tutti. Come ho già detto più volte, il pezzo che avrei voluto scrivere è Over The Hills And Far Away, una delle canzoni più belle e seminali della storia del rock, scritta da un artista sottovalutatissimo ma altrettanto seminale quale Gary Moore.

Dalla vostra pagina Facebook abbiamo notato delle foto in sala registrazione e qualcosa ci dice che ci siano delle nuove canzoni in circolazione. Vi va di raccontarci qualcosa? State preparando un nuovo disco?
In realtà le registrazioni sono terminate da un pezzo. Abbiamo inciso del nuovo materiale, per la seconda volta da Andrea Fusini, con il quale abbiamo lavorato molto sui suoni e sulla microfonazione, utilizzando esclusivamente la nostra strumentazione abituale. Il nostro intento era quello di fornire un ritratto perfetto del nostro sound live e in sala prove, e in questo Andrea ha dato ancora una volta prova del suo talento dando vita ad un prodotto dinamico e potente, a tratti imperfetto ma che al tempo stesso suona estremamente vero. Alcuni di questi pezzi, come Si(g)ns e The House Of The Dead Snow sono stati da noi proposti in sede live già da tempo.

Quali sono i progetti futuri per i Be The Wolf? Quando vi vedremo nuovamente su un palco a suonare?
Per ora stiamo ancora pianificando la stagione, abbiamo alcune proposte da valutare e alcuni progetti in serbo, ma non possiamo ancora anticipare nulla.

Cosa pensate dell’attuale panorama musicale italiano emergente? Ci sarebbero delle band con le quali vi piacerebbe collaborare?
Il panorama italiano in generale è florido e pieno di ottime band, che in alcuni casi sono già ben oltre la definizione di “emergente” (Hopes Die Last e Ready, Set, Fall!) nonostante a conti fatti abbiano ben poco riconoscimento in patria. Penso che una delle band a cui ci sentiamo più vicini (soprattutto a livello umano e “di intenti”) siano gli Airway. Non abbiamo mai pensato ad una collaborazione con loro, ma penso di parlare a nome di tutti dicendo che lavorare fianco a fianco con loro sarebbe un’esperienza estremamente interessante e stimolante.

Vi va di lasciare un messaggio a chi vi ha scoperto tramite questa intervista? Quale brano consigliereste a loro di ascoltare per poterli conquistare?
Consiglierei a chiunque sia stato incuriosito da questa intervista di restare aggiornato sulle nostre prossime date e venire a vederci dal vivo appena possibile, perché la dimensione live è quella in cui ci troviamo più a nostro agio e in cui crediamo di dare il meglio, e perché il post serata è l’occasione perfetta per confrontarci con gli ascoltatori, ricevere critiche e pareri e crescere a livello artistico e umano. Il nostro pezzo più rappresentativo credo possa essere One Man Wolfpack, che meglio descrive anche a livello di testo la nostra “filosofia”… consiglierei di ascoltarlo prima di tutti gli altri, ma di trovare il tempo da dedicare anche ai rimanenti cinque pezzi che compongono il nostro Ep. Ognuna delle nostre canzoni rappresenta un lato differente della nostra musica e una diversa sfumatura, e acquisisce valore se ascoltata insieme alle altre.

About Author

sabrina.marchetti@rocketmail.com'