Unblack Sight & Plastic Man @ Edoné

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Sabato 25 gennaio. Nel verde del parco di Redona (Bergamo), il locale “Edoné” presenta la consueta Exhibition Night nella quale si esibiscono periodicamente gruppi emergenti provenienti da tutta la penisola.
«E’ dal vivo, è rumorosa, è indipendente ed è rigorosamente gratuita» citando la descrizione dell’evento e noi ci fiondiamo per una doppia intervista  agli Unblack Sight e ai Plastic Man.

Unblack Sight:

Ciao ragazzi! Diteci brevemente chi sono gli Unblack Sight.
Il gruppo nasce nel 2011. E’ composto da 4 ragazzi di Bergamo con la passione comune per la musica. Inizialmente non sapevamo come orientarci dal momento che siamo molto differenti come cultura musicale, c’è chi viene dal punk, chi dall’hard rock ’70/’80, chi dal grunge e chi da sonorità made in England. Adesso ci siamo indirizzati verso un genere che possiamo definire alternative anche se non abbiamo particolari riferimenti ad altri gruppi o a generi specifici.

Come si compongono i vostri brani?
I nostri brani partono da un’ idea di fondo,attraverso la quale cerchiamo di trasmettere un certo tipo di sensazione. In sala prove cerchiamo poi di aggiustare il tutto secondo una struttura semplice ma che riteniamo allo stesso tempo originale a livello compositivo.I testi in inglese sono legati a una questione di musicalità .Non abbiamo certamente un suono pulito: tanto fuzz e montagne di delay. Siamo un gruppo grezzo che ricerca comunque un ‘armonia a livello di effetti. Di sicuro ci mettiamo cuore (risata).

Progetti per l’immediato futuro?
Abbiamo una data a Torino il 31 gennaio: una serata con altri due gruppi emergenti sempre del panorama alternativo italiano.
L’obiettivo è di cominciare a registrare verso marzo i nostri brani nella speranza che si apra qualcosa di interessante per il futuro, nuove date in particolare, anche se la disponibilità dei locali è ridotta e non è facile per un gruppo emergente farsi ascoltare. Per fortuna esistono serate come questa che danno spazio alle band come la nostra!
Un’ultima battuta per invitare i nostri lettori a seguirvi.
Siamo molto diversi ma abbiamo trovato un punto di incontro che ci permette di tirar fuori quello che abbiamo dentro che è la nostra musica. Se volete ascoltare delle nuove sonorità in un gruppo composto da elementi totalmente diversi l’uno dall’altro, venite a sentirci!

Plastic Man:

Quando e come nasce l’idea dei Plastic Man?
Nasce nel 2010 anche se la formazione attuale è di circa un anno e mezzo fa (Raffaele alla chitarra e voce, Diletta al basso e Fabio alla batteria). Siamo un gruppo di Firenze che suona rock psichedelico e il nome viene dalla canzone “Plastic man” dei The Kinks ma anche dall’omonimo fumetto della DC nato negli anni ’40.

Perché il rock psichedelico?
Perché è il genere che accomuna noi del gruppo in quanto a interesse anche se veniamo da esperienze diverse l’una dall’altra. Il nostro sound difatti è influenzato da componenti ed elementi di più generi, partendo dagli anni ’60 fino ai ’90. Prendiamo qualcosa dal primo progressive, qualcosa dello Stoner rock, qualcosa del rockabilly.
Oramai la parola “psichedelia” ha assunto dei caratteri generici, è diventata un canale e viene anche abusata talvolta per etichettare quei gruppi che vengono da quel brodo primordiale che sono gli anni ’60, dai Pink Floyd ai Beatles.

Com’è essere un gruppo emergente in Italia in particolare per quanto riguarda il vostro genere?
Bisogna prenderla con filosofia: suono, mi diverto, faccio esperienze nuove e cerco di non montarmi la testa. Bisogna dire che in Italia il rock psichedelico comincia ad essere apprezzato solo in questi anni, con largo ritardo se pensiamo per esempio all’America e all’Inghilterra. Stanno comunque nascendo band interessanti.

Parliamo della vostra ultima fatica: il primo EP. Come nasce il progetto? Quali sono le particolarità?
Siamo partiti dal presupposto che il musicista deve pensare prima di tutto all’elemento sonoro e se poi riesce a dire qualcosa di intelligente tanto meglio. Abbiamo scelto il pezzo “He didn’t know” come più rappresentativo, del quale abbiamo girato anche il video. E’ la traccia più pop, quella che può rimanere in testa alla gente.

Progetti per il futuro più prossimo?
Certamente quello di registrare un album prima dell’estate anche se il progetto più concreto e già definito è il tour che faremo ad aprile in Francia: saranno 7-8 date dal sud della Francia fino a Lille. E’ un Paese musicalmente più aperto, nel quale si è creato un forte movimento rock underground. I locali sono attivi da questo punto di vista e la gente ha già un orecchio allenato a questo tipo di musica.

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