Un grande uomo, un illustre artista, uno straordinario maestro: Barry Harris, ‘The keeper of the flame of Bebop’

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Lo spirito del Bebop

Quando il Bebop si cristallizzò in uno stile identificabile durante la fase iniziale degli anni ‘40, uno dei suoi tratti era la velocità sconcertante con la quale la musica sarebbe potuta sembrare frenetica e impersonale, distaccata. Barry Harris, il pianista 64enne che ha trascorso l’intera carriera a suonare questa musica con un riguardo quasi religioso alle sue regole, l’ha cambiato completamente. Nelle sue mani il bebop è diventato leggero, delicato. Lo suona lentamente, con consapevolezza. Si sofferma su ogni frase, mostrando un lirismo che in altri artisti si rivela confusione. Suona la musica con delicatezza. ‘Barry è fondamentalmente una persona romantica nel modo in cui scrive, nel modo in cui suona e nel modo in cui conduce la sua vita’, disse il sassofonista Jimmy Heath, un contemporaneo di Harris. ‘I suoi studenti pagano veramente poco le lezioni perché Barry è più interessato a diffondere la musica piuttosto che al guadagno economico. Quando abbiamo iniziato a suonare non ci aspettavamo di diventare ricchi. Avevamo iniziato perché amavamo la musica e decidemmo che questo sarebbe stato ciò che avremmo fatto per il resto della nostra vita. Questo è il tipo di sentimento che Barry apporta al suo lavoro.’ Ha trascorso anni con Cannonball Adderley e Coleman Hawkins. Già da allora era evidente il suo essere un pianista ‘speciale’ che avrebbe potuto rendere più intenso, più profondo il Bebop. Mr. Heath lo definisce ‘il custode della fiamma del bebop’. Continua a suonare unicamente quel linguaggio. Non ha mai pensato che sarebbe stato necessario cambiare qualcosa. È talmente affascinato da quel linguaggio che vuole continuare a parlarlo per il resto della sua vita’ ” (estratto da “THE NEW YORK TIMES “Be-Bop’s Generous Romantic” di Peter Watrous, 28 maggio 1994).

Barry Doyle Harris, nato a Detroit (Michigan) il 15 dicembre del 1929, uno dei più autorevoli pianisti jazz, compositori e insegnanti a livello internazionale, continua a tenere viva la “fiamma del bebop”; fiamma che ha rischiato di spegnersi con l’avvento dei nuovi generi musicali e dei nuovi stili jazz dalla metà del secolo scorso in poi, ma che, grazie anche al suo operato, arde ancora forte. È considerato il miglior interprete della musica di Bud Powell, Tadd Dameron e Thelonious Monk:

Barry Harris è orgoglioso di comprendere e insegnare il bebop come era suonato da Charlie Parker e Bud Powell, quella era la musica che ha cambiato la sua vita, la stessa musica che aveva ascoltato nelle sale da ballo durante gli anni ‘40 nella sua nativa Detroit. Parla spesso di questo, non a livello accademico, ma di come se ne è innamorato. ‘Quando ho visto per la prima volta Charlie Parker ricordo che prima si mise a suonare ogni singola nota al sassofono e dopo iniziò veramente a suonare. E…, sai come è, mi sono raggelato’.” (estratto da “The New York Times” di Ben Ratliff, 29 aprile 2009).

Durante gli anni settanta Harris ha vissuto con Monk nel New Jersey a Weehawken, nella casa della Baronessa Pannonica de Koenigswarter. Cannonball Adderley, Dizzy Gillespie, Miles Davis, Dexter Gordon e Coleman Hawkins sono solo alcuni dei giganti del jazz con cui ha suonato.
Barry Harris apprezza la musica classica e riconosce che il jazz si è ispirato a J.S.Bach e, da buon romantico, a F.Chopin.

Dischi e premi

barryharris_preminadoRegistra 19 album come artista leader e collabora in diverse incisioni con: Cannonball Adderley, Dexter Gordon, Coleman Hawkins, Sonny Stitt, Max Roach, Illinois Jacquet, Lee Morgan, Charles McPherson, Dave Allyn, Charlie Bird, Joshua Breakstone, Donald Byrd, Al Cohn, Sonny Criss, Ronnie Cube, Kenny Dorham, Benny Golson, Johnny Griffin, Ted Harris, Louis Hayes, Jimmy Heath, Eddie Jefferson, Carmell Jones, Clifford Jordan, Sam Jones, Thad Jones, Sonny Red Kyner, Harold Land, Yusef Lateef, Warne Marsh, Howard McGree, Billy Mitchell, Hank Mobley, James Moody, Wild Bill Moore, Sal Nistico, Sam Noto, Akira Ohmori, Dave Pike, Red Rodney, Frank Rosolino, Eric Schneider, Don Wilkerson.

Alcuni dischi consigliati: Barry Harris at the Jazz Workshop (Riverside, 1960), registrato live a San Francisco con Sam Jones e Louis Hayes ; Preminado (Riverside, 1961)  del Barry Harris Trio con Elvin Jones e Joe Benjamin  e Live in Rennes (Plus Loin Music, 2010), registrato in Francia con Mathias Allamane e Philippe Soirat.
La discografia completa si può consultare ai link
www.barryharris.com e http://en.wikipedia.org/wiki/Barry_Harris.

Harris appare nel film documentario, prodotto da Clint Eastwood, “Thelonious Monk: Straight, No Chaser” (1989) per raccontare la vita del suo amico, nonché collega pianista. Ha suonato quindi in duo con Tommy Flanagan. Nel 2000 la sua carriera è stata delineata nel film “Barry Harris: Spirit of Bebop”.

Barry Harris ha dedicato la sua vita alla promozione del Jazz e negli anni ‘80 ha fondato il “Jazz Cultural Theatre” (14.08.1982 – 14.08.1987).

Harris II

È stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti:

22.10.2000 – introdotto nell’American Jazz Hall of Fame for lifetime achievements & contributions to the world of Jazz – NJ Jazz Society Institute of Jazz Studies The State University of New Jersey-Rutgers

24.04.1999 – 1999 Mentor Award – Manhattan Country School

19.09.1998 – Lifetime Achievements Award For Contributions To The Music World from the National Association of Negro Musicians – The High Cs of Westchester, Inc Branch, Tarrytown, NY

15.09.1998 – Lettera di congratulazioni come musicista Jazz e insegnante – U.S. White House

24.05.1998 – Flo-Bert Award – NY Community Celebrates National Tap Dance Day at Town Hall

26.10.1997 – Dizzy Gillespie Achievement Award – The Bloomingdale Area Coalition

27.09.1997 – Recognition of Excellence in Jazz Music and Education – The World Stage and Leimert Park, California

13.11.1996 – Living Legacy Jazz Award presentato al John F. Kennedy Center for the Performing a Washington D.C. – The Mid Atlantic Arts Foundation Presented by Alan W. Cooper – Executive Director

14.12.1995 – Doctor of Arts – Honorary Degree – Northwestern University (board of Trustees)

11.1995 – Special Presidential Award Recognition of Dedication and Commitment to the Pursuance of Artistic Excellence in Jazz Performance and Education – International Association of Jazz Educators (IAJE)

19.09.1995 – Honorary Jazz Award – House of Representatives

8.07.1995 – Acknowledgment for Past and Present Contribution to Jazz – The Greater Jamaica Development Corp

15.05.1995 – Certificate of Appreciation for Outstanding Service to Jazz Education – International Association of Jazz Educators (IAJE) – Tokyo, Japan

29.11.1994 – NY University SCE Jazz Fellow Award – New York University

1993 – Jazz Camp – Jazz Masters Award – City Stages – Birmingham Festival

24.10.1993 – The Heritage Award – Cultural Crossroads Inc. Brooklyn, NY

25.04.1993 – Musician & Humanitarian Award – Harlem School of the Arts

21.02.1993 – The John Birks “Dizzy” Gillespie Memorial – Transfiguration Lutheran Church, Harlem, NY

5.12.1992 – Family Award for Musical Excellence (FAME) – Manna House Workshops, Inc.

24.02.1992 – Contributions to Dance Award – T. Pratt & NY Dance Association

1991 – North Sea “Bird” Award – Jazz Musician of the Year Jazz Festival Congress Centre, The Hague Holland

6.1991 – Certificate of Appreciation Award for Devotion to Children and Education – P.S. 289 Chorus

24.03.1990 – Recognition of Devotion to the Growth of Children – District 17 Choir – Brooklyn, NY

1989 – Award For Excellence In The Arts – Manhattan Borough President: David N. Dinkins

12.10.1984 – A Tribute to Independent and Progressive Educators – NY Institute for Social Therapy and Research

2.12.1983 – Jazz Master Award – The Afro-American Museum, Philadelphia, PA

30.04.1982 – For the Preservation and Proliferation of “The Jazz Heritage” – The Institute of Jazz Studies at Rutgers, the State University of New Jersey

Il professore ideale

1662089_10202956092175008_156703741_nBarry Harris continua a esibirsi in concerto e a tenere seminari intensivi come professore ospite in università e in diversi luoghi di incontro musicale in tutto il mondo. Quando non viaggia tiene laboratori settimanali per cantanti e strumentisti a New York.
Barry Harris incarna la figura ideale del “professore di musica”, dotato di grande umiltà, semplicità, disponibilità ed eccellente capacità comunicativa. Un grande maestro che stabilisce immediatamente un rapporto individuale con l’allievo, il quale impara dai propri errori e da quelli dei colleghi. Harris rappresenta l’insegnante che tutti dovrebbero avere: un docente capace di alternare momenti di intensa concentrazione nell’esercizio pratico e nella teoria a momenti più “spensierati” nel suonare insieme e nell’ascoltare gli episodi della sua vita.
Le lezioni e i laboratori interattivi di strumento e voce si focalizzano su aspetti completi della musica, includono l’improvvisazione, il moto armonico e la teoria e permettono a musicisti professionisti e studenti di differenti livelli provenienti da tutto il mondo di trarne ispirazione (per citarne alcuni: Roni Ben Hur, Vahagn Hayrapetyan, Luigi e Pasquale Grasso).

Forse vi starete chiedendo come posso giudicarlo dal punto di vista dell’insegnamento. Eccovi accontentati: semplicemente scrivo ciò che ho visto con i miei occhi e vissuto in prima persona, come allieva nei seminari del giugno 2012 e giugno 2013 organizzati dall’Accademia di Alta Formazione Musicale di Verona (www.formazionemusicale.it Roberto Cetoli alla direzione didattica della sezione moderna e jazz di strumento, mentre Karin Mensah a quella di canto).
Poter apprendere direttamente da chi il jazz l’ha creato e da chi ha lasciato la sua traccia nella didattica e nella storia della musica è un’esperienza unica, fantastica e indimenticabile. Ricordo come se fosse ieri il grandioso concerto del “Barry Harris Trio” (Luca Pisani al contrabbasso e Oreste Soldano alla batteria) a Verona; sembrava di vivere negli anni ’40 e ’50, rispettivamente all’epoca del bebop e hardbop, in una scena di festa e allegria condivisa. Ancora risuona nella mia mente la melodia di Nascimento (brano scritto dallo stesso Harris), cantata e ballata da tutto il pubblico per un nuovo ‘arrivederci al prossimo workshop Barry’. Ebbene sì, perché ogni seminario è diverso; c’è sempre qualcosa di nuovo e sorprendente da imparare dal grande maestro.

Music Wall vi segnala dunque l’imminente e imperdibile workshop di BARRY HARRIS a ROMA:

MASTERCLASS DI CINQUE GIORNI PER MUSICISTI E CANTANTI DI OGNI LIVELLO con JAM SESSION

DA LUNEDÍ 17 A VENERDÍ 21 MARZO 2014 presso “Felt Music club & school” in via degli Ausoni, 84 – Roma

BARRY HARRIS TRIO in CONCERTO

PER ISCRIZIONI E INFORMAZIONI:

Anna Pantuso 339 3383139 annapantuso@hotmail.com

Luciano Fabris 328 6748724 lucianofabris@hotmail.com

Link dell’evento:
https://www.facebook.com/events/256305351201125/?ref_newsfeed_story_type=regular

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