Tiromancino: live alle Latteria Artigianale Molloy

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I romani “Tiromancino” passano per Brescia, il 9 gennaio 2015, con il loro “Indagine su un sentimento tour”.

Federico e Francesco Zampaglione sono tornati. Dopo anni di separazione musicale ci hanno riportato agli albori, a quegli “attimi” in cui “tutto poteva succedere”. Sono passati quasi quindici anni dall’uscita di uno dei loro album più riusciti “La descrizione di un attimo”, del quale ancora oggi ricordiamo pezzi che hanno segnato la loro storia conquistando pubblico e critica, dalla title track, a due “Due destini”, passando per la malinconica, ma indimenticabile “Strade”.

La memoria scivola inesorabilmente verso quei successi, successi che non potevano non essere proposti in una delle innumerevoli tappe del loro tour “Indagine su un sentimento”, iniziato poco dopo l’uscita dell’omonimo album (2014). I Tiromancino passano anche per Brescia, quella Brescia con la e aperta, pronunciata con quell’accento tipicamente romano sentito soli pochi mesi fa da un altro tiromancino, Riccardo Sinigallia, poliedrico ed eccezionale mente musicale che ha collaborato con diversi artisti italiani, tra i quali appunto Federico e Francesco Zampaglione, e che ci ha regalato un emozionante e intimo concerto proprio nello stesso locale, ovvero la Latteria Artigianale Molloy, fucina instancabile di nuove idee e proposte musicali.

Tiromancino Latteria Artigianale Molloy

Nonostante la notorietà del gruppo, il locale si riempie lentamente. C’è il tempo per sorseggiare una birra in compagnia, e in poco tempo ci si ritrova spalla a spalla con il vicino di concerto. Ci siamo, è tempo che il sipario si alzi: Francesco (Zampaglione) si accoccola alle tastiere, nella penombra, con quel suo fare schivo, Marco Pisanelli alla batteria, Antonio Marcucci imbraccia la chitarra e Francesco “Ciccio” Stoia il basso. Federico scivola poco dopo sul palco, ed è proprio la title track del nuovo album a dare il via. L’indagine sui sentimenti comincia: echi funky si mischiano al sapore agrodolce del nostro “fragile cuore”. Muoviamo le ali di nuovo verso posti nuovi, o verso vecchi successi, mescolando vodka ad acqua tonica sulle note di “Un tempo piccolo”. Il pubblico comincia ad animarsi, lasciandosi trasportare dai giochi di chitarra improvvisati di Fede e dalla naturale alchimia che traspare: ognuno sul pezzo e Francesco con una sigaretta a fior di labbra.

Il ritmo sostenuto e orecchiabile di “Angoli di cielo” lascia spazio all’addio di un “Amore amaro”, sinuosamente ipnotico. Il pezzo successivo evoca incomprensioni, dolori, con quella dolcezza malinconica che incanta il pubblico. Con “Per me è importante” esplode l’accoglienza e il calore del pubblico della Latteria. Pezzi vecchi, pezzi nuovi, avanti e indietro nel tempo. Si torna, doverosamente, al rock di “Conchiglia”. Presto arriva il momento di “descrivere questo bellissimo momento alla Latteria”, così Fede annuncia uno dei pezzi più amati (La descrizione di un attimo), per poi regalarci un ballabile “Amore impossibile”, e un duo chitarra e mandolino con il fratello.

Dall’ultimo album ascoltiamo “Liberi” e l’azzeccato elettropop di “Immagini che lasciano il segno”. Si sente il ritorno di Francesco, e Fede pensa al testo, una dedica alla figlia. L’amore filiale trova prosecuzione nell’intimo duo sulle note di “Quasi quaranta”. Solo gli Zampaglione sul palco, e una dedica, a chi, quell’amore, lo conserva nel grembo e lo alimenta per una vita intera. “Finché ce l’avete, tenetevela stretta…”, e un pensiero va a lei, la prima donna. Seguono pezzi nati dall’acqua, ma che respirano di vento fino al saluto, e un caloroso ringraziamento, “perché nulla è scontato”.

Mi sono avvicinata a questo concerto con la spensieratezza che ho sempre apprezzato in molte canzoni dei Tiromancino, dagli accattivanti e orecchiabili successi alle sperimentazioni elettropop. Di questo live ho apprezzato la cura non indifferente dei particolari, dai suoni all’armonia d’insieme. Una voce più roca è quella di Federico oggi, segno che gli anni passano, ma che ancora, dopo più di vent’anni, i Tiromancino sono in grado di riproporsi al grande pubblico. Si ripesca dalle origini, per questo giro. Sintetizzatori, strumentazioni classiche e leggerezza pop: un ritorno al passato sì, ma ben riuscito.

Fotografia: Ph Oriella Minutola (Latteria Molloy)

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