David Bowie – The Next Day

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L’8 Gennaio scorso, il Duca Bianco ha deciso di festeggiare il 66° compleanno facendo un grandissimo regalo ai suoi Fan: pubblicando in rete il video del suo nuovo singolo Where Are We Now?, brano scelto per anticipare l’uscita del suo nuovo album, The Next Day.

The Next Day é uscito in Italia 11 Novembre 2013; la copertina che richiama apertamente l’album Heroes del 1977, infatti troviamo la stessa immagine di Bowie oscurata da un quadrato bianco, che riporta il titolo dell’album: atto fotograficamente forte per scuotere il pubblico, invitarlo ad accogliere non solo il tanto atteso ritorno di Bowie, ma celebrare l’eclissi del passato e l’incoraggiamento verso una prospettiva futura.

L’inizio del disco è un susseguirsi di felici intuizioni: Love Is Lost ad esempio, con la sua andatura da tragedia imminente, puntellata da un perfido organo e aggressivi accordi stoppati di chitarra, la linea vocale filtrata da effetti ma ancora capace di evocare suggestioni ipnotiche, siamo a quote altissime di ispirazione artistica. I momenti minori di questo album risultano meglio “orchestrati” di molti episodi del recente passato bowiano. Prendete Valentine’s Day, giusto per citare un potenziale singolo radio-friendly, nonostante una certa ruffianeria di fondo con tanto di coretti stile Marc Bolan glitterato, è prodotta con gusto e suonata senza l’eccessiva melassa di alcuni singoli di inizio anni ’00. Tra le quattordici tracce che compongono la raccolta inevitabilmente incappiamo in pezzi che scorrono via dignitosamente senza però offrire particolari sussulti (If You Can See Me, I’d Rather Be High, Boss Of Me), altri invece, sono decisamente insignificanti ed ogni riferimento a Dancing Out In Space You Will Set the World on Fire è puramente voluto. Nel finale vanno ad accumularsi gemme di spessore assoluto: How Does The Grass Grow? la quale conserva la cadenza cantilenante e quel tono beffardo che riconducono idealmente alla Up The Hill Backwards di Scary Monsters (molto idealmente), mentre You Feel So Lonely You Could Die è la definitiva ballad dai residui polvere-di-stelle che attendevamo da anni. La semiacustica Heat, già accostata dagli attenti ricercatori allo Scott Walker più affranto è sintesi suprema di armonia ed equilibrio melodico e porta a termine un lavoro indiscutibilmente soddisfacente, impervio ed accessibile allo stesso tempo, passionale, a tratti illuminante.

Non resta che dire: THE DUKE IS BACK!

Buon ascolto.

 

Tracklist:
01. The Next Day
02. Dirty Boys
03. The Stars (Are Out Tonight)
04. Love Is Lost
05. Where Are We Now?
06. Valentine’s Day
07. If You Can See Me
08. I’d Rather Be High
09. Boss of Me
10. Dancing Out in Space
11. How Does the Grass Grow?
12. (You Will) Set the World On Fire
13. You Feel So Lonely You Could Die
14. Heat

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