Hai sentito l’ Ultimo dei Mon-key’s?

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Il panorama musicale italiano è ricco di band interessanti da conoscere e a volte si tratta solo di impegnarsi un po’ nel trovarle, andando oltre ai brani che passano in radio o in tv. Ci sono sovente delle realtà nascoste che meriterebbero di avere uno spazio maggiore. Per esempio oggi vi presento i Mon-key’s, un gruppo torinese che potrebbe stupirvi. Il loro nome potrebbe “suonarvi” familiare perchè qualche anno fa hanno avuto un buon successo con il singolo Torino. Ho avuto modo di intervistarli e di ascoltare il loro nuovo lavoro Ultimo: vi lascio perciò alla scoperta del loro mondo.

 

Chi sono i Mon-key’s e quando, come nascono? Avete qualche aneddoto da raccontare sul vostro primo incontro o le prime impressioni avute quando vi siete conosciuti?
I mon-key’s nascono nel 2009. Inizialmente dall’idea di Dome, Vale e Claudio (già amici) di ricercare una voce da inserire a delle forti basi funk e alternative rock. Così trovano Gianluca. Le prime impressioni da parte dei ragazzi sono positive così nasce la voglia di fare il primo lavoro in studio e provare così a mettersi in gioco! Esce il primo EP E se fosse normale, dal quale ha ottimi riscontri con il singolo Torino.

Come descrivereste la vostra musica avendo a disposizione tre aggettivi?
La nostra musica in tre aggettivi si può descrivere così: diretta, grintosa e ironica.

Come avviene la stesura dei vostri brani? Partite da una precisa melodia o prima c’è la composizione del testo?
La musica nasce così: principalmente prima dalla melodia e poi viene composta. Una volta trovata la giusta direzione viene accompagnata dal testo.

Vi andrebbe di raccontare come sono nate le tracce presenti nel vostro ultimo disco?
In questo disco si è scelto di parlare di tematiche che ognuno di noi vive quotidianamente come il lavoro, la politica, gli argomenti sociali, i sogni e l’ amore.
La prima traccia Equitalia tratta in modo ironico e pungente la situazione attuale italiana. Marte invece denuncia la mancanza di speranza dei giovani di rimanere in Italia per l’impossibilità di seguire i propri sogni. Piove il sole è un brano che invita a vedere il mondo con gli occhi di un bambino anche quando la vita mette di fronte delle grosse difficoltà (dedicato principalmente a UGI ONLUS e realtà di questo tipo) Modà è un modo simpatico di descrivere le scelte discografiche italiane, citando come esempio i Modà Maledettamente Unico è il brano romantico del disco perché anche noi abbiamo un cuore! L’ invisibile parla di persone che non hanno modo di essere ascoltate e quindi considerate invisibili da questa società  descrive semplicemente il rapporto quotidiano di coppia, invaso da alti e bassi. Infine l’ultima traccia Terra dei fuochi prende il nome dalle problematiche che ci sono in Campania descrivendone le tragedie.

Avete in programma nei prossimi mesi degli eventuali concerti in giro per l’Italia?
Dopo 4 anni di assenza il primo pensiero è di ritornare forti nel nostro territorio per poter poi esprimere i nostri pensieri e musica in altre regioni italiane.

Cosa pensate dell’attuale panorama italiano emergente? Ci sono delle band o artisti in particolare che vi hanno colpito o attirato l’attenzione?
Secondo noi su questo panorama c’è un grande fermento di gruppi di vario genere. Tra i quali possiamo citare dei nostri colleghi che stimiamo tipo Daniele Celona, Bianco, Davide Di Rosolini, Arturo contromano, Levante. Senza togliere ad altri ma questi sono i primi che ci vengono in mente!

Quale vostro brano consigliereste di sentire a chi ancora non vi conosce, per convincerlo?
Per convincere un potenziale fan noi suggeriamo Equitalia perché è un argomento che può toccare da vicino ognuno di noi.

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