Röyksopp: The Inevitabile End

0

Röyksopp – The Inevitabile End. Relase: 7 novembre 2014. Etichetta: Wall of Sound. I Röyksoop possono essere definiti con una parola più di ogni altra: Classe.

 

Royksopp: The Inevitable End - Music Wall Magazine

Royksopp: The Inevitable End – Music Wall Magazine

Röyksopp in Pillole:

1999 – esce il primo singolo “So Easy”
2001 – uscita primo album: “Melody A.M.”
2005 – uscita di “The Understanding”
2009 – Il progetto Röyksoop presenta “Junior”
2010 – “Senior” completa il progetto biennale del gruppo norvegese
2014 – Esce il loro ultimo album: “The Inevitable End”

Era da me atteso con grande fermento questo album, specialmente dopo le dichiarazioni del duo norvegese che indicano questo come il loro ultimo studio album. Se la dichiarazione ha destabilizzato non poco i fan di questo duo visionario ed elegantissimo, l’album non ha minimamente tradito le attese.

La cura nella registrazione dei suoni è come al solito al massimo, i fading e gli effetti posizionati all’interno delle varie tracce rendono ogni pezzo pieno, ma senza mai risultare confuse. Una linearità scandita da casse dritte lineari e mai distorte che fanno da sottofondo agli inserimenti delle voci (laddove inserite) curatissime. La scelta di appoggiarsi ad artisti come Robyn (Monument, Rong, Do It Again) o Jamie Impressible (I Had This Thing , Compulsion, Something in My Heart) aggiunge valore a questo album dove ritroviamo molti pezzi cantati, a differenza dei lavori precedenti che, seppur presentino sempre dei vocals di altissimo valore, avevano un’impronta più musicale.

Le contaminazioni Techno, con casse dritte incalzanti e fading su suoni distorti sono evidentissime, così come il marchio di fabbrica di Svein Berge and Torbjørn Brundtland cioè le loro melodie quasi oniriche, che sembra vogliano fare da soundtrack ad un viaggio interiore.

Per la stessa ammissione di Berge, l’album ha una caratterizzazione Dark molto forte, l’idea della fine inevitabile, come titola l’album, viene resa con stringhe di bassi elementari, aggiunta di effetti cupi e tenebrosi e dei chorus qua e la che vogliono quasi angosciare (Here She Comes Again è un ottimo esempio, You Know I Have To Go, ma anche Coup de Grace).

Se non avete mai ascoltato i due norvegesi, rimarrete impressionati dalla capacità di scrivere tracce dal cristallino rimando alla musica classica, riuscendo ad attualizzarla al massimo, come sempre. Per chi invece conosce ed apprezza come il sottoscritto, non temete, la classe sinfonica dell’album è quella di sempre, forse meno evidente ai “neofiti” ma impossibile da non riconoscere per chi ha orecchie allenate alle sonorità stile Triumphant (The Undesrtanding).

L’album per scelta stilistica comprende due cd, il primo quello che evidentemente racchiude l’essenza del titolo mentre il secondo è una serie di Bonus Tracks, che completano il loro lavoro.

Concludo dicendo che ancora una volta i Röyksoop non solo si confermano un gruppo di prim’ordine ma che sono inseriti in quel gotha di artisti electro capaci di emozionare quasi con ogni traccia prodotta, facendoti viaggiare in un mondo di sonorità eleganti, ritmate ed effettate con superiore maestria ed un piano da pelle d’oca.

Citando quello che (per ora) è da definirsi il loro ultimo pezzo da studio, spero di rendere onore al loro lavoro:

Track nr 12, Title ‘Thank You’
Lyrics:

THANK YOU, forever
For the things you’ve done
Nothing could be better
Than to say this

THANK YOU, forever
For the things we are
Nothing it’s so easy
As they say it is, so

THANK YOU, my brother
For the things you’ve done
Knowing you’ll never walk away
Like I did, you know

THANK YOU, forever,
For the things we are
No one can see inside of me
Like you do

THANK YOU, for the hours
In the orange sky
Brother, you will always be
A part of me

And THANK YOU for the courage,
When I go too far
Knowing you’ll never walk away,
Like I did, you knok…

About Author

simon.zuurbier@gmail.com'