More Than Discophiles: quando i dj suonano sul serio

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Un sound da dj set e l’impatto live di un concerto rock: in bilico tra queste due realtà si muovono i More Than Discophiles, duo di electronic live performers costituito da Nick Lamberti e Luca Bossi. Il nome della band è la sintesi delle idee alla base del progetto: “Discophiles” richiama immediatamente il genere disco e l’amore per la musica; “More than” per sottolineare che i due non si limitano a mettere dei dischi sul piatto, ma sono musicisti veri, che suonano strumenti in tempo reale, capaci di coniugare il gusto tutto rock dell’esibizione dal vivo all’attrezzatura e alle tecnologie dell’elettronica. “Siamo più che semplici appassionati di musica” -racconta Lamberti- “Cerchiamo un’evoluzione del genere che proponiamo. Siamo degli electronic live performers, perché facciamo cose possibili solo dal vivo, che si tratti dei video delle serate, in studio o dei brani su SoundCloud. Riusciamo ad attirare sia chi desidera ballare sia chi, un po’ più scettico verso il genere, vuole vedere qualcuno in grado di riproporlo suonando davvero sul palco. Se chiudi gli occhi senti la carica e le sonorità trascinanti di un dj, ma è una band che sta suonando.”
Difficilmente i due avrebbero potuto battezzarsi in maniera più ironica, vista l’insolita scelta di scartare la canonica via che passa da demo e dischi per gettarsi direttamente in pasto al pubblico: “Discofili lo siamo anche un po’ per scherzo. Abbiamo deciso di scavalcare l’incisione; il disco fisico sta sparendo, si va verso una realtà a noi forse più vicina, il download digitale, che per ovvi motivi è più affine anche all’elettronica”.

Sintonia di vecchia data
La storia dei More Than Discophiles inizia nel 2005, quando Bossi e Lamberti entrano a far parte del noto gruppo ska Matrioska. I due hanno già allora un certo feeling e una passione comune per l’elettronica, che però non riesce a trovare sfogo nell’ambiente musicale che frequentano. Nel frattempo si dedicano ad altri percorsi artistici: Nick fa il session man per diverse personalità di spicco e nelle band di alcuni programmi televisivi, mentre Luca continua come tastierista nei Dilaila. Solo nel 2011 Bossi e Lamberti decidono di tentare una prima incursione nell’elettronica: un duetto pianoforte-batteria improntato su sonorità ambient e introspettive. È un inizio che li convince poco, così si orientano verso electro-house e parenti: “Spinti dall’entusiasmo per le correnti musicali più in voga del momento abbiamo iniziato a cercare il nostro stile, prendendo inizialmente spunto dalle band più conosciute come i Soulwax o i Justice, più vicine al rock rispetto all’elettronica in generale. Ci siamo inventati un setup che abbiamo solo noi, processato dal vivo tramite un mix, un laptop e dei controller. Abbiamo cercato di mantenere la base strumentale con un rhodes e la batteria acustica, implementati con synth e percussioni elettroniche.”

Non c’è duo senza trio (ma quattro è ancora meglio)
La scaletta dei More Than Discophiles si è formata sul palco, creata un concerto dopo l’altro direttamente dall’esperienza on stage. Ai grandi successi di nomi noti si sono affiancati mano a mano pezzi originali e, soprattutto per sfruttarne la popolarità, remix di colonne sonore tratte dalle serie televisive più conosciute. “L’attività live è la nostra vera peculiarità, sia da un punto di vista sonoro che scenografico. Nelle serate siamo affiancati dal Pow Laser Show, che propone a sua volta una performance di effetti di luce davvero impressionante, mentre le riprese vengono eseguite da Giacomo Margutti, un regista che ha deciso di sposare il nostro progetto”. L’impatto visivo è diventato un elemento fondamentale per i More Than Discophiles: “Legando audio e video si ha una componente in più che attrae l’attenzione e contemporaneamente si crea un valore aggiunto. Possiamo mostrare al meglio quello che facciamo, dal vivo o in studio”.

Un salto con la rete
Anche in Internet il duo ha ottenuto un ottimo successo: il canale YouTube dei More Than Discophiles ha raggiunto più di 35.000 visualizzazioni, delle quali 13.000 per la sola Echoes; il remix del pezzo dei The Rapture, tratto dalla sigla della serie televisiva Misfits è uno dei Disco-files, brani registrati nella cornice di un capannone industriale: “Volevamo una scenografia suggestiva; la fabbrica inoltre genera una contrapposizione curiosa tra macchinari industriali ed elettronica.”
L’ultimo pezzo registrato dai due musicisti è il remix del tema principale della serie televisiva Breaking Bad, presentato a novembre, al quale seguirà entro la fine di gennaio 2014 la riedizione video live e un ep di alcuni brani, offerto gratuitamente su SoundCloud. Queste uscite segnano ufficialmente il rientro a pieno regime dopo l’anno di pausa che la band si era presa per il 2013. Le ambizioni dei More Than Discophiles ora sono rivolte oltre confine: “Per tutto il 2012 non abbiamo dovuto alzare il telefono nemmeno una volta; chiamavano direttamente i locali per chiedere la nostra partecipazione. Abbiamo fatto in media una serata al mese: per un progetto di questo tipo, che non ha alle spalle nessuna promozione all’infuori dei video su YouTube o degli stessi concerti è davvero molto. Adesso il grande obiettivo è di provare l’avventura all’estero, perché in Italia il genere è ancora troppo di nicchia, soprattutto per le esibizioni dal vivo. Il sottobosco è ricco, ma è difficile raggiungere buoni risultati. Molte delle visualizzazioni del nostro canale arrivano da altre nazioni, dove il genere invece ha tutta un’altra considerazione”.

Tra pochi giorni un nuovo appuntamento su Music Wall con i More Than Discophiles: presto nei nostri Highlights il nuovissimo video live del remix di Breaking Bad.

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