Gli Ornaments spengono i microfoni e alzano i volumi degli amplificatori

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Volete un chiaro e valido esempio di “sperimentazione musicale”? Ascoltate l’ultimo lavoro degli Ornaments, Pneumologic (Tannen, 2013). Un miscuglio di rock e drone-metal puramente strumentale. Scordatevi melodie pop e cori angelici; qui si suona rock e lo si fa sul serio.

Abbiamo qui con noi Davide e Enrico, rispettivamente chitarrista e bassista del gruppo, quindi cerchiamo di conoscerli un po’ di più.

È più che ovvio chiedervi il perché avete scelto di fare musica interamente strumentale.
Davide: Diciamo che è difficile, per noi, immaginare una voce adatta ai nostri brani. Abbiamo cominciato a scrivere brani strumentali in anni “non sospetti”, quando ancora l’esplosione del post-rock, come genere di grande influenza, non aveva orientato in tal senso il gusto di molte altre band. Ciò non toglie che Ornaments sia un progetto che mantiene una predisposizione di totale apertura a collaborazioni esterne, e non possiamo escludere di includere, in futuro, una presenza più consistente della voce nelle nostre composizioni.

Parlateci del vostro ultimo disco Pneumologic. E come mai questo nome?
D: L’idea è tratta da alcune suggestioni rinvenute nella lettura del saggio di Giorgio Agamben Stanze e riecheggia l’antica idea, ripresa a vari livelli di stratificazione nella cultura occidentale (e non solo), che il concetto di “anima” possa essere associato a quello di soffio, di respiro vitale. Abbiamo dunque cercato di lavorare in direzione di un concept che accostasse reminiscenze di dottrine esoteriche a sensazioni che sperimentiamo abitualmente durante i nostri concerti, una sorta di vertigine che ha a che fare con il nostro stesso respiro.

Non essendoci testi, su che base assegnate titoli e significati ad ogni canzone?
D: Adottiamo spesso dei titoli provvisori e di “lavorazione” che, di fatto, vengono utilizzati anche nei concerti per identificare i pezzi sulle scalette che ci scambiamo. Nel caso specifico di Pneumologic abbiamo condiviso il concept di fondo dell’album per elaborare dei titoli che cercassero di catturare l’ispirazione del brano.

Come avviene la creazione dei brani?
Enrico: Solitamente tutto parte da una singola idea che ognuno di noi ha e porta in sala prove dopo averla provata e registrata in solitaria, diciamo così.
Altre volte è successo che si sia trovata qualche soluzione suonando insieme, improvvisando in studio o sala prove, ma generalmente in entrambi i casi si cerca sempre di partire da una idea più o meno chiara del risultato che si vuole ottenere.

Avete preso mai inconsiderazione l’idea di aggiungere un cantante alla band?
E: Non abbiamo mai preso seriamente in considerazione l’idea di avere un elemento vocale fisso all’interno della band. Come già largamente spiegato da Davide, non abbiamo mai trovato una voce adatta ai brani che sia al tempo stesso un elemento costante all’interno della band e penso che non sia nei nostri piani futuri; inoltre l’idea che Ornaments abbia una predisposizione a collaborazioni esterne ha fatto si che già in Pneumologic vi siano due collaborazioni vocali. Ci piace questo aspetto e per ora preferiamo mantenerlo cosi.

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