Gli Airway: la musica non solo la fanno, ma la raccontano.

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Oggi facciamo una chiacchierata con Sandro Cisolla, chitarrista e seconda voce della rock band trevigiana Airway. Nel dicembre 2012 avevano pubblicato il loro terzo album Questa Notte Non Sono Morto, al quale è seguito un lungo e premiante tour italiano. Hanno successivamente deciso di raccontarsi nel loro primo libro Dal Cuore Allo Stomaco. Andiamo a conoscere meglio l’anima della band.Sandro, chi o cosa sono gli Airway?

Gli Airway sono quattro ragazzi di Treviso che hanno come obiettivo comune il fatto di fare musica. Può sembrare banale ma ciò presuppone scelte precise e il mantenimento di una direzione definita nel corso degli anni. Siamo Airway da quasi dieci anni e ciò che ci spinge a continuare non è la voglia di diventare famosi, bensì il costante bisogno di esprimerci.

Questa Notte Non Sono Morto è il nome del vostro ultimo album. Rassegnazione o speranza? Cosa volete dirci con questo titolo?
All’interno dell’album sono presenti entrambi i concetti, ma il messaggio finale è di speranza. Il significato è che, al termine di un momento difficile, ti accorgi di esserne uscito vivo e persino più forte di prima. Sia nei testi che nella musica si nota un contrasto tra buio e luce. Tutto il disco si riassume in questo concetto: per conoscere la luce devi prima conoscere il buio.

Nell’album troviamo titoli quali Supernova, Sfidare I Fulmini, Terrestri; il brano Diagonali è ricco di elementi geometrici. A cosa è dovuto questo costante riferimento alla natura e alle sue leggi?
Non è stata una cosa voluta. Posso dirti che il riferimento alla natura e ad altri concetti complessi è spiegabile dal fatto che nei nostri testi si riesce sempre a trovare una doppia faccia: analitica e spirituale. Ritengo che scienza e spiritualità debbano procedere in parallelo rimanendo molto vicine. Ultimamente stiamo cercando il naturale in tutto, anche nei suoni. Ci stiamo avvicinando ad un processo creativo che tende ad essere spontaneo e quindi avvicinarsi al naturale.

Di recente avete preso in mano la penna e avete scritto Dal Cuore Allo Stomaco, il vostro primo libro. Cosa vi ha spinti a farlo?
La cosa è nata più di un anno fa da un’idea mia e di Ale. Ci piaceva l’idea di scrivere un libro sulla nostra storia come se fosse un racconto, non certo una biografia autocelebrativa.
Parlando con le persone, ci rendevamo conto che molte non sapevano tante cose di noi e ci trovavamo a doverci sempre raccontare. Abbiamo notato che ciò suscitava in loro molto interesse. Quindi possiamo dire fermamente che le persone sono ancora interessate alla musica, bisogna solo trovare il modo di coinvolgerle.

Suonate insieme da quasi dieci anni. Nella vostra band quanto conta l’amicizia?
Posso dire che la musica si è completamente fusa con l’amicizia. Questo a volte mi spaventa perché questa fusione è tale che se una venisse a mancare, l’altra crollerebbe.
Il fatto che sia una storia vissuta intensamente da tutti rende estremamente forte il legame tra noi.

Gli Airway fanno musica per dire qualcosa o dicono qualcosa per fare musica?
La possiamo intendere da due punti di vista. Se la intendiamo come Airway, l’aspetto fondamentale è la musica, quindi esprimiamo noi stessi attraverso la musica e la sperimentazione del suono. Se, invece, consideriamo il mio aspetto personale di autore dei testi, posso dire che scrivo qualcosa inserendolo nella musica fatta dal gruppo. I due aspetti viaggiano insieme. Personalmente mi emoziona il concetto di melodia, cioè dare un bel suono alla parola. Prima viene la parte musicale poi viene il testo, che cerco di rendere il più musicale possibile. Nel prossimo disco vorremmo provare ad invertire il processo, quindi creare prima il testo e successivamente la musica.

Grazie Sandro ed in bocca al lupo per i vostri progetti. Salutaci lasciando un messaggio per i musicisti emergenti italiani.
Grazie a voi. Vi lascio con un pensiero che non è mio, ma in cui credo molto: la musica è una cosa talmente grande e alta che ti restituirà sempre molto più di quanto tu le dia.
È una cosa verissima. La musica è molto generosa ma sta alla persona decidere se crederci o no.

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