I Dreamway Tales sopravvivono nella “Terra dei Fuochi”

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Sono cinque ragazzi di Caserta che hanno una costante voglia di raccontare, ed il loro nome non è stato scelto a caso. I Dreamway Tales, con il loro ultimo singolo, hanno scelto di raccontare qualcosa che per tanti risulterebbe scomodo, una mossa azzardata. Loro di coraggio e rabbia ne hanno da vendere a chiunque. Con Dario Cavaliere, cantante della band, scopriremo i retroscena del loro ultimo lavoro Disordine.

Ciao Dario. Melissa è il titolo dell’ultimo singolo estratto dal vostro ultimo disco
Disordine. Chi era Melissa e cosa rappresenta ora?
Melissa è una canzone che è venuta dal profondo del cuore, scritta per mia sorella Melissa, scomparsa nel 2009 a causa di un tumore. In realtà è una canzone nata non per sfruttare la tematica della terra dei fuochi, ma per far sì che la nostra sofferenza venisse trasmessa al pubblico. Quella triste vicenda è diventata una motivazione in più per impegnarsi e lanciare un messaggio positivo. Vogliamo dare speranza a coloro che vivono nella rassegnazione e che si sentono logorare dentro.
Mia sorella mi ha trasmesso l’essere sognatore, sin dall’infanzia fino alla fine della mia adolescenza. Una cosa curiosa è che abbiamo gestito noi stessi la regia, le riprese ed il montaggio del video, mettendoci in gioco anche dal punto di vista cinematografico.

Melissa è l’unica canzone del disco che parla di questo? Che altri argomenti vi piace
trattare nelle vostre canzoni?
Melissa è l’unica traccia che parla di questa tematica, ed è un messaggio positivo, trasmette la voglia di vivere e la speranza in un domani migliore. Nelle nostre canzoni cerchiamo di trasmettere emozioni legate alle nostre esperienze. L’album Disordine riprende tematiche emotive e rispecchia un disordine interiore: rabbia, finzione, illusione.
La canzone Disordine rispecchia tutte queste sensazioni e dà quindi il titolo all’album. Rispecchia la condizione delle persone del nostro tempo: la paura del futuro, i disturbi di personalità o emotivi, la finzione della felicità.

Come musicisti, vi sentite soli nel portare avanti queste battaglie o ci sono altri artisti
impegnati?
Non abbiamo avuto scambi di opinioni con altri artisti a riguardo. Parlare di queste tematiche, da un lato è diventato quasi una moda, tanto è vero che anche di noi lo si è pensato, invece Melissa è una dedica ad una persona cara con un messaggio positivo. Questa iniziativa è nata per far valere la nostra voce, anche se sapevamo che non sarebbe cambiato nulla. Abbiamo comunque voluto metterci la nostra mano e lanciare un messaggio.
Nella musica, finché c’è passione si superano gli ostacoli. Se si punta solo all’apparire, diventa tutto più complicato.

Sia nei live che online, il vostro pubblico si dimostra molto affezionato. Come gestite il
rapporto con le persone che vi seguono?
Siamo persone semplici e molto alla mano. Riteniamo che non ci siano particolari differenze tra artisti e fans. L’importante è che ci sia il rispetto, ma parliamo tranquillamente con tutti. Siamo sempre noi stessi e cerchiamo sempre di trasmettere positività. Non vedo perché si debba avere un atteggiamento diverso da questo.

Considerando le vostre canzoni, su una bilancia, pesa di più il testo o la musica?
Hanno la stessa importanza. Non ci piace né dare messaggi banali, scontati, né trascurare gli arrangiamenti. Cerchiamo di immedesimarci nelle persone comuni, che ascoltano generi diversi dal nostro. Le persone cercano buona musica, testi in cui potersi rivedere. Talvolta cerchiamo anche di dare insegnamenti basati sulle nostre esperienze.

Ultimamente vi siete tolti alcune soddisfazioni, vuoi raccontarci?
Stiamo cercando di afferrare ogni opportunità, specialmente per quanto riguarda i live. Recentemente abbiamo suonato in acustico a Roma, in un ambiente ospitale e c’era molta gente. Ogni volta che andiamo a Roma siamo ben accolti perché, in passato, avere aperto i concerti a Roma dei Sonohra ci ha permesso di farci conoscere da moltissimi romani. Parteciperemo ad un contest alla Stazione Birra che ha come premio in palio l’apertura del concerto di un artista famoso. Abbiamo vinto il contest “My Generation” di Radio Kiss Kiss, gestito dai Finley. È durato 4 mesi e alla fine siamo riusciti ad ottenere il primo posto.
Ci muoviamo ancora nel casertano e nel napoletano e, presto, vorremmo girare il nuovo video, probabilmente a partire da febbraio.

Dario, ti ringraziamo. Lascia un messaggio per chi vi ha conosciuti solo ora grazie a
questa intervista.
Siamo ragazzi che cercano un nuovo modo di fare musica e di comunicare emozioni. Siamo una band che rispecchia il panorama pop-rock americano mescolato alla musica italiana quindi se chi legge si ritrova in questa sfera musicale, è invitato ad ascoltarci.

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