Cloudkicker: le emozioni che non conoscete

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Benjamin Sharp, meglio conosciuto come Cloudkicker (dal famoso cartone animato Talespin), è il nome di un ragazzo di Columbus, Ohio.

I suoi primi progetti come one-man-band vengono pubblicati nel 2005 sotto il monicker “Ben The Sharp”. Si trattava per lo più di tracce ambient, messe già all’epoca in download gratuito.
Il primo album col nuovo pseudonimo è The Discovery, pubblicato nel 2008. Il genere sfocia in un djent, progressive metal, post-hardcore strumentale, rigorosamente strumentale e, nonostante la definizione per cui qualcuno potrebbe esclamare “WTF?” o “NO, continuo ad ascoltare i Meshuggah”, non esiste mai noia nella sua musica.
A questa uscita ne succedono altre 3, sotto forma di EP: The Map is Not the Territory, Portmanteau, e A New Heavenly Body ]]][[[.
Nel 2010 pubblica Beacons, con la sua (solita) formula del “pay what you want“, che lo consacra come artista totale (e tutto sommato non dispendioso). Dopo questo grandissimo sdoganamento per le masse, lui stesso prova a dirigersi verso un lido nuovo, che niente ha da spartire con le sonorità già associate a lui, se non per la bellezza risultante.
Nel 2011 infatti, escono in rapida successione, Loop e Let yourself Be Huge, che si distaccano completamente dalle prime uscite, provocando nell’ascoltatore un sacco di torsioni di naso iniziali, che presto con l’ascolto diventano torsioni del muscolo-cuore, data la dolcezza delle composizioni, che personalmente va tutta nel petto.

Il 2012 invece segna un ritorno a certe sonorità del suo recente passato, ed esce Fade, che si colloca nella perfetta metà tra Beacons e LYBH, rilanciando l’ascoltatore in una nuova sostanza.
Lo sviluppo di questo ri-rilancio si conferma con l’uscita del 2013, Subsume, che riporta nuovamente all’apprezzare ciò che di più “cattivo” scaturì da Beacons e dai precedenti lavori.
Un altro aspetto che rende CK un artista indiscutibile, è il fatto che tutto il suo hobby (così lo definisce lui stesso) sia completamente aderente alla filosofia DIY: dalle registrazioni, al mix, al mastering, agli artwork, al merchandising. Anche per questo, si tiene fieramente lontano dalla macchina della promozione, del management vincolante e da qualunque etichetta; scommetto ce ne sarebbero a bizzeffe pronte a mettere le mani su un personaggio così succulento dal punto di vista creativo ed artistico.

Prendete tutte le emozioni che sapevate essere vostre perché con Cloudkicker ne scoprirete di nuove, e forse, chissà, spero per voi, non ve ne libererete più.

Discografia:

2008 – The Discovery

2009 – The Map Is Not the Territory (EP)

2010 – Portmanteau (EP)

2010 – ]]][[[ (EP)

2010 – Beacons

2011 – Loop

2011 – Let Yourself Be Huge

2012 – Fade

2013 – Hello (Single)

2013 – Subsume

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