Andrea Fascetti: il virtuoso del basso elettrico a 7 corde

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“Fascetti suona il basso elettrico a sette corde come se suonasse una chitarra elettrica. Per questo suo stile viene considerato un ‘discepolo’ di Steve Swallow. Fascetti ha sviluppato un suono acuto ‘di carattere’, qualcosa che sta nel mezzo tra il gusto di Jim Hall e quello di Kenny Burrell. La musica scorre con passione, i suoni sono deliziosi, un tributo entusiasmante.” Paul J. Youngman“Fascetti imbraccia un basso a sette corde facendolo cantare con una nitidezza espressiva rara e con una velocità veramente pirotecnica per uno strumento comunemente definito ‘pesante’.” Jazz Magazine

Andrea  Fascetti, contrabbassista e compositore, suona principalmente il basso elettrico a 7 corde con uno stile personale da renderlo un vero e proprio strumento solista.
Ha iniziato a suonare molto presto, all’età di 8 anni. Dalla fine degli anni ’80 intensifica gli studi prima con lezioni private, poi al CPM di Milano infine intraprende gli studi di contrabbasso al Conservatorio Puccini di La Spezia con Gian Pietro Zampella.
Si è esibito in tour con i Nomenclatura, la sua prima band indipendente e con Massimo Priviero all’inizio degli anni ’90 nel Nessuna resa mai Tour (prodotto da Little Steven).

Andrea ha anche esperienza di insegnamento: le sue lezioni di basso sono pubblicate dal 2008 dalla rivista statunitense Bass Musician Magazine e dal 2011 scrive lezioni di improvvisazione per la rivista italiana Guitar Club. Da buon musicista attribuisce molta importanza all’ear training, ‘allenamento dell’orecchio’, che fa la differenza rispetto al musicista che non ha la consapevolezza uditiva degli intervalli e dell’intonazione.

Ha suonato in diversi jazz club e festival con Ernie Wilkins, Gianni Basso, Massimo Manzi, Riccardo Arrighini, Riccardo Fioravanti, Riccardo Fassi, Mauro Grossi, Andrea Melani, Walter Paoli, Stefano Onorati, Franco Santarnecchi, Nico Gori, Vittorio Alinari e molti altri. Ha inoltre  collaborato con un grande numero di band e dalla fine degli anni ’90 ha preso parte a centinaia di progetti in studio.

Discografia

Nel 2008 esce Dedicated To Steve (Philology Records; iTunes e Spotify), il primo disco da solista dedicato alla musica di Steve Swallow, che vede la collaborazione di Massimo Manzi, Riccardo Arrighini e Riccardo Fioravanti. Oltre agli apprezzamenti della stampa lo stesso Steve si è complimentato con Andrea.
Tracklist: Mr. Steve Swallow, Eiderdown, Outfits, Mia’s Blues, Wrong Together, Blues For Electric Bass, Muddy In The Bank, Falling Grace, Bug In A Rug, Matilda’s Bop, Blues For Electric Bass – Reprise.

Nel 2011 viene lanciato sul mercato Cinema (iTunes e Spotify), il secondo disco da leader che ha avuto un ottimo successo di critica e di vendite, dove collabora anche Andrea Garibaldi.
Tracklist: Schindler’s List – “Schindler’s List” Theme, A Mario Monicelli, Cinema centrale, Twisted Nerve – From “Kill Bill Pt.1” Soundtrack, Alice In Wonderland – From Walt Disney’s “Alice In Wonderland” Soundtrack, Secret Love – From “Calamity Jane” Original Soundtrack, Days Of Wine And Roses – from “Days Of Wine And Roses” Original Soundtrack, Vincent Price, Mission Impossible Theme – Bonus track from “Mission Impossible 2” Original Soundtrack , When I Fall In Love – Bonus Track from “One Minute To Zero” Original Soundtrack’.

Andrea Fascetti costituisce nel 2013 il suo nuovo quartetto con il quale registra Pop Music (iTunes e Spotify). Suona con Andrea Garibaldi, Vladimiro Carboni e Michela Lombardi.
Tracklist: Human Nature, We Found Love, This Must Be The Place – Naive Melody, Una notte in Italia, Police On My Back, Thinking Of You, Touch From Your Lust, I’m Waiting For The Man, War Baby, Sunrise, Downtown Train.

In questo periodo sta registrando in studio un nuovo disco con Fabrizio Bosso.

Intervista

Sei nato in una famiglia di musicisti, tuo nonno era pianista e compositore. Raccontaci come è stato il primo approccio con la musica.
Mio nonno suonava diversi strumenti, ma principalmente il piano. Da bambino mi faceva cantare delle sue piccole composizioni e devo dire che per me era meraviglioso farlo. Purtroppo però mio nonno è mancato prestissimo… in seguito mi sono trovato in difficoltà perché mio padre non era molto d’accordo sull’inizio della mia carriera musicale. Onestamente, tuttora invidio quei fortunati musicisti che hanno dei genitori i quali li hanno incoraggiati a suonare. Fatto sta che sono partito tardi con gli studi musicali e questa cosa l’ho un po’ pagata.

Ti va di spiegarci la tua particolare tecnica nel suonare il basso a sette corde?
Il mio basso, un Manne Acoustibass modificato, deriva dall’esigenza di fare sentire le note alte in maniera molto chiara e distinta. Naturalmente la tecnica deve essere corretta rispetto allo strumento tradizionale a 4 corde. Le molte corde hanno tantissima risonanza durante l’esecuzione, quindi, osservando alcuni maestri come Jeff Berlin o John Patitucci, ho cominciato ad usare il pollice appoggiato alle corde durante l’esecuzione in modo tale da controllare le risonanze delle corde. Per quanto riguarda la mano destra (la sinistra per i destri perché io sono pure mancino) uso un’impostazione da contrabbassista per le prime posizioni per non affaticare la mano e nelle posizioni più comode uso la tecnica tradizionale con 4 dita. Concludendo comunque, contrariamente a ciò che si pensa, lo strumento con 6-7 corde non è più difficile da suonare degli altri, anzi per me è più facile… perché puoi suonare cose velocissime rimanendo fermo nella stessa posizione!

Charlie Banacos
, insegnante di Mike Stern, Jeff Berlin, Jimmy Earl, ecc di Boston, con il quale hai studiato per tanti anni, ha cambiato letteralmente la tua ‘vita musicale’. Puoi spiegarci in che modo? Cosa hanno significato per te i suoi insegnamenti?
Ho studiato con Charlie Banacos per 19 anni, praticamente fino ad un mese prima della sua morte. Secondo moltissimi jazzisti e critici americani Charlie è stato veramente uno dei geni musicali del nostro tempo. Le sue idee e le sue tecniche innovative hanno arricchito talenti del calibro che hai menzionato tu, ma anche di Michael Brecker, Danilo Pérez, Jerry Bergonzi, Wayne Krantz ed altri famosi musicisti provenienti da tutto il mondo. Per me ogni lezione di Charlie è stato un regalo incommensurabile. Non esiste tecnica o stile musicale che Charlie non avesse esplorato. Rimangono memorabili le sue lezioni sul bebop, sulle superimposizioni di Coltrane o, per esempio, sull’ear training. Vere pietre miliari dell’insegnamento.

Nel 1996 hai vinto il concorso Barga Jazz con il trio di Riccardo Arrighini. Come ti ha segnato quest’esperienza?
È stata una bella esperienza. Poi, per noi toscani, Barga è sicuramente un punto di riferimento. È un festival che ha ormai una lunghissima tradizione e viene gestito con dedizione e serietà.
Ogni volta che esce un disco nuovo cerco di presentarlo da loro. Fortunatamente hanno anche un club che fa suonare anche in inverno ed è un vero miracolo se guardiamo alla situazione musicale di oggi.

Hai dedicato Dedicated To Steve, il tuo primo disco da solista, a Steve Swallow, musicista di fama mondiale (le cui composizioni sono state suonate da diversi musicisti, tra cui Jim Hall, Bill Evans, Chick Corea, Stan Getz, Gary Burton, ecc) che ha collaborato con Pat Metheny, Gary Burton e altri nomi noti del panorama jazzistico.
Per te è un modello di riferimento… puoi spiegarci perché? E qual è il brano che preferisci?
Un bassista atipico come me non poteva far altro che esordire con un disco su Steve Swallow.  Steve è l’unico bassista elettrico che si è creato una seria reputazione nel mondo del jazz. Altri maestri dello strumento optano spesso per il contrabbasso ed altri non suonano propriamente jazz. Volendo suonare questo genere non potevo che avere lui come modello di riferimento. In più devo dirti che è veramente una persona speciale. Mia moglie gli ha inviato il disco di nascosto. Un giorno mi è arrivata una sua lettera dove mi ringraziava personalmente e mi faceva i suoi complimenti. È stata una vera emozione ed un onore per me.
Il pezzo che adoro di più di Steve Swallow è sicuramente Falling Grace.

Gli album Cinema e Pop Music presentano qualche tuo inedito e una serie di cover arrangiate in chiave jazz. All’ascolto l’arrangiamento dei brani sembra studiato e preparato, avete quindi ‘abbandonato’ l’improvvisazione durante l’incisione o è nato in gran parte al momento?
Nel mio piccolo mi considero un po’ un umile artigiano della musica. I miei dischi in effetti sono uno diverso dall’altro pur avendo un filo sottile che li collega. Ognuno di loro è un omaggio a delle cose che mi piacciono. Tu hai catturato molto bene lo spirito con cui li abbiamo fatti e la risposta è che non abbiamo abbandonato affatto l’improvvisazione: l’abbiamo usata nei solo come da tradizione. Ci siamo comportati come una piccola big band, dove gli arrangiamenti sono preparati prima e le improvvisazioni vengono suonate in maniera spontanea. Questo è l’atteggiamento con cui li ho pensati e realizzati anche grazie agli ottimi musicisti che hanno suonato con me.

Potresti darci qualche anticipazione del tuo prossimo disco con le tue composizioni che vedrà la partecipazione del grande Fabrizio Bosso?
Prima di tutto devo ringraziare Paolo Caivano, organizzatore del Massarosa Jazz Fest, che con il suo aiuto mi ha permesso di fare questo disco con Fabrizio Bosso. Sono tutte mie composizioni originali. Fabrizio si è prestato tantissimo e, oltre ad essere un grandissimo musicista, si è dimostrato di una gentilezza incredibile.
Il disco descrive alcuni dei miei viaggi in Europa e tocca diverse città e posti in cui sono stato. In questo disco con me ci sono i bravi Andrea Garibaldi al piano (che ha suonato in Cinema e Pop Music) e Vladimiro Carboni (che ha suonato anche in Pop Music).
Approfitto qui per ringraziare gli altri musicisti che hanno suonato negli altri dischi e cioè Michela Lombardi, che ha cantato in Pop Music, e i miei collaboratori nel primo disco su Steve: Riccardo Fioravanti, Riccardo Arrighini ed il mio amico e grandissimo batterista Massimo Manzi.

È stato un grande piacere averti conosciuto Andrea. A nome di Music Wall e dei lettori mi permetto di dire che non vediamo l’ora di ‘viaggiare per l’Europa’ con la musica del tuo nuovo disco. Grazie di cuore per averci rilasciato quest’intervista.

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