All About Kane: conosciamoli.

0

Molte volte si scoprono band quando meno te lo aspetti e fin dalla prima nota scatta quel meccanismo di apprezzamento e curiosità. Ci si ritrova con la propria compagnia in qualche locale di provincia ad ascoltare qualche gruppo musicale interessante. Proprio in questo modo mesi fa ho avuto l’occasione di “scontrarmi” con gli All About Kane e ora di proporvi un’intervista, per farveli conoscere. L’attuale formazione è composta da Thom ( voce, chitarra acustica), Guido (piano, chitarra elettrica), Eddy (batteria), Andy (chitarra elettrica) e Fabry (basso).

Chi sono gli All About Kane? Quando e come vi siete conosciuti?
Gli AAK sono una band che semplicemente vuole scrivere belle canzoni. Siamo nati nel 2008 dopo varie esperienze in gruppi diversi della zona di Biella, quindi ci conoscevamo già tutti per aver condiviso concerti e aver partecipato ad iniziative comuni.


La scelta del nome com’è avvenuta? Vi va di raccontarci qualche aneddoto in merito?
La scelta è stata fatta da Thom, il nostro cantante, che è rimasto colpito (come molti, ovviamente) da Citizen Kane di Orson Welles ed ha voluto citarlo nel nostro nome. Aneddoti particolari in merito non ce ne sono, se non che suscita sempre molta curiosità ed è una delle domande più gettonate nelle interviste: questo ci fa anche piacere perché significa non aver scelto un nome banale e scontato.


Come avviene solitamente la composizione e stesura delle canzoni? Partite dalla melodia o dal testo?
Per quanto riguarda l’ep Trails e l’album d’esordio Citizen Pop, l’idea principalmente nasceva da Thom che presentava i brani voce e chitarra con una melodia e su cui poi tutti noi lavoravamo per l’arrangiamento, la struttura etc. Poi, a struttura completata, si lavorava sul testo.
Ora, il lavoro sui nuovi brani è leggermente cambiato, nel senso che anche altri componenti della band lavorano sulla composizione iniziale e poi Thom si dedica alla linea vocale, non c’è più quindi una stesura standard, ma dipende da pezzo a pezzo.


Avete in programma un possibile tour primaverile o comunque delle date nei prossimi mesi?
Stiamo programmando alcune date per maggio: dovremmo tornare nella zona di Roma, dove abbiamo dovuto annullare due date lo scorso febbraio a causa della piena del Tevere, in Campania e poi alcuni live dovrebbero toccare le Marche.


Qual è il più bel ricordo che avete della vostra esperienza live?
Sicuramente il live all’Heineken Jammin’ Festival 2012, nel main stage, è stata l’esperienza più importante e significativa che ci ha dato grandi soddisfazioni e tante emozioni.

Cosa ne pensate dell’attuale panorama musicale emergente italiano? Ci sono band con cui vi piacerebbe collaborare?
C’è sicuramente tanto fermento, anche nella nostra zona ultimamente diversi artisti hanno avuto ottimi riscontri a livello nazionale (Entropia, Pagliaccio, Invers, Lomè, Andrea Manzoni, Dagomago) e non è poco per una piccola provincia come Biella.
Sul versante nazionale ci piacciono alcuni artisti con cui abbiamo condiviso progetti “virtuali” come MTV New Generation, vedi ad esempio Jack Jaselli, che si cimenta anche lui con la lingua inglese e in Italia non è facile, spesso è quasi controproducente, oppure TheNiro con cui abbiamo suonato in passato.
Poi apprezziamo altri artisti, invece, che lavorano in lingua italiana come Niccolò Fabi, Marco Notari, Giuliano Dottori, Levante, giusto per fare qualche nome.


Cosa troviamo sui vostri lettori mp3 e qual è l’ultimo concerto a cui avete assistito?
Tutti abbiamo le nostre preferenze e arriviamo da ascolti diversi, si passa dagli U2 ai Coldplay, da Incubus e Pearl Jam agli Alt-J, dai Gomez a John Mayer, fino a cantautori più “intimi” come Damien Rice, Ryan Adams, Glen Hansard. E proprio i concerti italiani che Hansard ha fatto lo scorso anno ci hanno impressionato parecchio: un artista vero e completo, che scrive grandi canzoni ed è capace di regalare un live intenso, con una band di altissimo livello. Un live che consigliamo vivamente a tutti.


Quale vostra canzone consigliereste di ascoltare a chi ancora non vi conosce?
Direi di partire da Independent Lights e Madness We Need, che rappresentano le nostre due anime: la prima quella più “veloce”e di impatto, mentre la seconda rappresenta la nostra parte più intima che esce nelle ballate.

About Author

sabrina.marchetti@rocketmail.com'