Tito & Tarantula – Live in Latteria Molloy

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Dal barrio di Los Angeles il grande show di Tito & Tarantula

Siamo a Brescia? No, non scherziamo. Siamo nel sud degli Stati Uniti, in un saloon pulp al confine con il Messico, di quelli frequentati da cammionisti e motociclisti in cui la band e ballerine sono gli unici a cui viene portato rispetto.

Davanti a noi c’è Tito & Tarantula che suona After the dark mentre Salma Hayek danza sinuosamente con un serpente ammaliando Quentin Tarantino in Dal tramonto all’alba. È Tito che in Desperado canta Back to the house that love built, Strange face of love e White traine.

Il 7 settembre la Latteria Molloy diventa Tex-Mex per ospitare l’ultima data del tour che ha portato Tito & Tarantula in tutta Europa, proponendo intramontabili successi e brani riscoperti.

Sul palco riscaldano animi e gambe i The Union Freego (TUF). Desiderati da Tito Larriva stesso, si muovono con sound tutto americano, ritmo che rotola e chitarre che ti afferrano per il braccio trascinandoti nelle melodie dei cantati che entrano dritte in testa, per coccolarti poi con la lieta nostalgia messicana della tromba. Così Ronnie Amighetti (voce e chitarra), Beppe Facchetti (batteria), Marco Franzoni (chiarra), Matteo Crema (basso) e Francesco Venturini (tromba) preparano e saziano il nostro umore.

E quando siamo pronti arriva Tito&Tarantula. Nell’aria vibrano le introduzioni sonore lanciate dalla regia. Ha inizio il grande show messico-statunitense, fatto di suoni suoni pulp-western-folk-noir psichedelici. La band è un teatro, un carosello di frontiera con pirati, donne messicane, cowboys e sinuose ammaliatrici: Peter Atanasoff (chitarra solista), Lolita Carroll Larriva (basso), Allysa Martinez (violino, mandolino, flauto e percussioni) Johnny Vatos Hernandez (batteria e percussioni) e Marcus Praed (organo, chitarra).  Su tutti lui, Tito Larriva, che da solo riempie la sala. La sua voce è potente, dolce e graffiante, come quelle del vecchio blues. Nessun virtuosismo, ci sono loro, c’è Tito. Tutto è naturale per colui che ha sdoganato negli States il genere Tex-Mex negli anni ’80 con i Cruzados, per  colui che ha creato negli anni ’70 con i The Plugz la prima punk band ispano-americana. Un concerto tutto d’un fiato, fatto di forza rock blues e melanconiche ballate noir dagli umori di frontiera. Le tre chitarre elettriche e la voce dirompono accompagnati da sinuose linee di basso e ritmi costanti. Non manca tutto quello che serve: organi, violino, acustiche, mandolino, percussioni. In linea sul palco i Tito & Tarantula guardano il pubblico dritto in faccia, sorridono e cantando tutti insieme la serenità cupa delle loro canzoni.  Sempre insieme al pubblico, non lo abbandonano mai, per fare salire in fine le prime linee di fan sul palco a danzare e cantare insieme a loro nell’ormai completo coinvolgimento.

Terminato il concerto semplicemente Tito e i tarantuli scendono dal palco e si mescolano alla gente e chiacchierano e ridono. Una lunga fila di fan aspetta il suo turno per una foto e un autografo di Tito che sorride e ha una parola per tutti, e anche per me: il concerto di stasera? Delicioso!

http://www.titoandtarantula.com

http://www.latteriamolloy.it/

https://www.facebook.com/TheUnionFreego

The Union Freego

fotografia di Simone Mosca

Tuf

Tito & Tarantula

 

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