‘Piccole Storie’ di Giorgio Cordini: un album “pacifista”

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Racconti di civili segnati dalle guerre per un disco d’autore moderno. Intervista a Giorgio Cordini e Luisa Moleri.

“È una storia da piccolo la mia che quasi non riesco a raccontare, ma che non posso scordare perché non si può scordare” sono gli ultimi versi di Il battello del Lago d’Iseo, terza traccia del nuovo disco di Giorgio Cordini uscito il 15 aprile.
Le canzoni sono poesie musicate e spesso sono storie, ma quelle raccontate in Piccole Storie sono avvenimenti che ci toccano da vicino. Il disco infatti attraversa poco più di un secolo di Storia: dalla Prima Guerra Mondiale si passa alla Seconda e al Secondo Dopoguerra fino ad arrivare ai giorni nostri con i tragici fatti che stanno segnando l’Italia con le morti e le fatiche degli immigrati che sbarcano sulle nostre coste in cerca di un futuro migliore (Occhi nocciola, ottava traccia dell’album).

Giorgio Cordini lo troviamo in doppia veste come compositore e cantante: “Ho sempre creduto che una delle forme più efficaci della musica di un certo impegno consista nell’accostamento di melodia e parole. Sono cresciuto negli anni ’60 con i Beatles e con tanti altri eroi della musica anglosassone senza capire una parola di ciò che cantavano. Poi ho iniziato a ‘scoprire’ le traduzioni dei testi di Bob Dylan, James Taylor, Crosby-Stills & Nash e mi sono reso conto della magia dell’incontro tra musica e parole. Successivamente ho conosciuto le canzoni di De André, De Gregori, Guccini, Fossati e da quel mondo sono stato irretito e per mia fortuna addirittura coinvolto in prima persona per aver collaborato a lungo con Fabrizio De André e diversi altri cantautori. Da un po’ di tempo desideravo mettere a frutto tutte le esperienze maturate in questi anni e nel progetto che ho realizzato insieme a Luisa [Luisa Moleri è autrice della parte letteraria] ho riposto tutte le mie competenze, le mie passioni, i miei sogni suonando e cantando temi e argomenti in cui credo e allo stesso tempo mi coinvolgono e mi emozionano”.

Cinque delle nove tracce dell’album parlano di fatti realmente accaduti raccontati loro da testimoni sopravvissuti come Bernardo Gozzi, detto Marcellino, che nel 1944 aveva visto con occhi innocenti bruciare il suo paese, ne parla Cevo 3 luglio 1944 settima traccia scritta da Michele Gazich, Luisa e Giorgio e che vede come ospite al canto Claudio Lolli. Un’altra tragedia è quella accaduta nella località Fondi di Schilpario quando a guerra finita un gruppo di fascisti soprese dodici civili che erano andati a chiedere loro di consegnarsi. Altri due testimoni sono Giovanni Archetti e Luigi Foresti, sopravvissuti alla strage del battello del Lago d’Iseo del 5 novembre 1944: 42 e 80 sono i tragici numeri che segnano rispettivamente i morti e i feriti, vittime del fuoco amico. Non manca un brano composto e scritto dall’amico tristemente scomparso Mario Mantovani, Angelina che narra la storia raccontatagli da sua mamma, testimone dell’ennesimo crimine fascista, questa volta nella piazza di Orzinuovi il 26 aprile 1945: un giovane vent’enne ucciso davanti al municipio.
Si parla di Memoria, quella con la ‘m’ maiuscola. Queste Piccole Storie da non dimenticare ricordano il Per non dimenticare di Primo Levi.
La musica ha il ruolo importante di educatrice. Giorgio e Luisa vogliono divulgare il progetto anche nelle scuole per far conoscere ai giovani la nostra Storia, quella che non viene studiata tra le pagine dei libri, ma che hanno vissuto i nostri nonni o genitori.
Le parole di Luisa: Da insegnante e per esperienza diretta considero la musica un linguaggio universale, che emoziona e coinvolge a livelli profondi coscienza e pensiero, e che, grazie alla sua forma e al suo modo di raggiungere la persona con melodie e ritmo, riesce a rasserenare gli animi anche davanti al racconto di tragedie, facendo intravvedere uno spazio di miglioramento e salvezza in fondo al più buio dei percorsi. Così, i miei testi hanno potuto qui godere di note sapientemente infilate dentro a melodie belle e ben costruite su ritmi accattivanti. Questo porta il mio lavoro nel fare Memoria su un piano decisamente privilegiato, alto, che attira l’attenzione e al contempo guida dentro alla tragedia con l’idea forte che non debba più accadere, perché la tragedia quella sì viene svelata fino in fondo, ma la musica aiuta l’anima ad immaginare un mondo migliore. Educare credo sia proprio questo, far conoscere ciò che è stato e fornire al contempo gli strumenti per costruire un futuro e la fiducia e la speranza di riuscire a renderlo migliore del passato. Ma in queste canzoni ci sono anche ‘cartoline’ di un passato semplice, appagante ‘nonostante’ la sua semplicità, e questo è un altro punto importante nel far memoria. Non tutto è negativo nel passato, alle cose buone si può sempre tornare o almeno ci si può incuriosire per un modo di vivere diverso da quello di oggi o da quello verso cui ci sentiamo spinti. Forse l’immagine di un padre che può andare in chiesa la domenica coi suoi figli col cappello in mano per rispetto verso l’ambiente in cui si trova, oppure i giochi sui monti a correre liberi, anziché davanti a un videogioco da soli, o ancora fermarsi ad ascoltare fiabe e non la voce strombazzante della tv, potrebbero queste immagini fungere da modello di un cambiamento ancora possibile. Ecco, la speranza è la mia cifra come educatrice”.

Oltre ad avere rilevanza storico-letteraria, in quanto i testi sono molto curati anche da un punto di vista del lessico con l’utilizzo di metafore e di altre figure retoriche, il disco ha anche rilevanza artistica: vanta la collaborazione di diversi musicisti del panorama italiano come Ellade Bandini, Mario Arcari, Max Gabanizza, Max Manfredi, Alessandro Sipolo, Marino Severini dei Gang oltre al già citato Claudio Lolli.

Piccole Storie è senz’altro un disco che segna una tappa importante nella discografia di Cordini ed è un disco rivelazione per Luisa in veste di autrice.

Il genere musicale si identifica con la canzone d’autore e la musica popolare. È molto interessante la scelta strumentale, sono infatti presenti non solo strumenti tipici di questi generi come chitarra, bouzouki, mandolino, fisarmonica, ma anche strumenti accostati a generi più “moderni” come la chitarra elettrica. Sogno di Natale ha un sapore orientale grazie anche ai fiati etnici suonati da Mario Arcari. Si tratta quindi di un disco che parla di storie del passato, ma che presenta tratti tipici degli arrangiamenti contemporanei e, come nel caso del brano appena citato, appartenenti al mondo musicale del vicino Oriente. Storie passate e generi tradizionali vengono accostati alla musica contemporanea. Giorgio: “Credo che il progetto ‘Piccole Storie’ non si possa identificare con un genere musicale preciso. Nel realizzare le composizioni e gli arrangiamenti ho cercato di inserire e fondere insieme tanti pezzetti estratti dalle mie conoscenze musicali più svariate. Credo ne sia nata una miscellanea di generi musicali forse riconducibili a quello che si intende per canzone d’autore, ma con influenze blues, folk e rock e dalla musica cosiddetta etnica e dalla tradizione popolare. Credo che in generale le sonorità dell’intero CD risultino abbastanza moderne e quindi lo sforzo di attualizzare ‘piccole storie’, che sono datate nei primi decenni del secolo scorso, si possa considerare riuscito”.

La natura gioca un ruolo importante in tutti e otto i testi tanto da personificarla come nel primo brano I silenzi di Monte Sole “l’albero che muto guarda il vento portarsi via le foglie, […] riaffonda le sue dita nella terra […] e gli alberi che vegliano Monte Sole, degni custodi di antichi lamenti, ti guardano, poi tacciono parole, …”. La scelta di darle un peso così importante nei testi potrebbe essere data da una possibile similitudine tra la natura e le tante vittime civili delle guerre del passato e del presente, vittime che guardano quasi impassibili e subiscono il male dei potenti. Luisa ci racconta: “In particolare queste parole sono state scritte con Alessandro Sipolo, ma esprimerò qui il mio sentire nel condividere la stesura di questo testo. Gli alberi e la natura sono delle presenze molto più ‘resistenti’ dell’uomo: ne subiscono continuamente il passaggio e mi piace pensare che loro ci sono e continuano ad osservarci forti del loro ‘essere’ la Terra, che ha fatto a meno per milioni di anni dell’uomo. L’uomo sta cercando di asservirla ai suoi bisogni che ingigantiscono di giorno in giorno, anziché trattarla come il bene più prezioso per la vita. Senza gli alberi, poi, tutto morirebbe in pochissimo tempo. Quello dell’albero di Monte Sole è uno sguardo paterno e forte, che sopporta in silenzio le intemperanze umane e si fa presenza solida, accogliente, che non giudica, ma resiste. Nell’essere ‘resistente’, se si vuole, può in effetti ricordare i popoli più vessati della Terra, con i loro milioni di vittime civili, che la Storia continua a travolgere”.
Nei brani caratterizzanti gli episodi di vittime civili della Seconda Guerra Mondiale ci sono dei riferimenti velati al movimento della Resistenza. Nei testi però non compare mai questa parola.  Luisa continua: “Probabilmente la parola non ci stava nel discorso o nei versi, ma i civili facevano parte del movimento della Resistenza eccome! Non abbiamo ravvisato la necessità di nominarla espressamente. Motivi precisi non ce ne sono”.

Il disco inizia cantando i Silenzi, quelli di Monte Sole, e si chiude con Respiro di Pace, un brano strumentale, dove la voce non ha più bisogno di raccontare. Piccole Storie si potrebbe considerare un album pacifista. “Senza dubbio una delle chiavi di lettura dell’intero progetto va ricercata nella mie indole pacifista e nelle urgenze che provo nel ripudiare l’utilizzo della guerra per risolvere le controversie tra i popoli. Il primo brano del CD ‘I Silenzi di Monte Sole’ suona quasi come un invito al raccoglimento e ad un ascolto attento, mentre credo che l’ultimo ‘Respiro di Pace’ sia un momento finale che aiuti a una riflessione sull’inutilità della guerra che porta solo devastazione, terrore, morte e ingiustizie(Giorgio).

Piccole Storie di Giorgio Cordini: iTunes, Spotify
Visita il sito ufficiale.

Leggi l’intervista a Giorgio Cordini: http://www.musicwall.net/intervista-giorgio-cordini-musica-i-confini/

ACOUSTIC FRANCIACORTA 2015

Questa sera alla Chiesa di San Michele di Ome Giorgio Cordini aprirà la dodicesima edizione del Festival più amato in Franciacorta, il Festival di cui è Direttore Artistico. Stiamo parlando di Acoustic Franciacorta, il Festival di Musiche e Suoni dal Mondo dedicato alla sei corde. Si esibirà in trio insieme a Enrico Mantovani (chitarra) e Alberto Venturini (clarinetto, percussioni, batteria). Seguirà la performance della cantautrice Roberta Di Lorenzo e quella del duo dei fratelli Fainello, in arte Sonohra.

Visita il sito web di Acoustic Franciacorta!

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