ON THE STAGE SIDE: VERDENA

0

Potenti, sudati, melodici e distorti. Questi sono i concerti dei Verdena, di nuovo sui palchi italiani per promuovere Endkadenz vol I. Luca Ferrari li racconta in un’intervista

Suonare, suonare, suonare, soprattutto suonare bene! Tutto il resto non conta e viene di conseguenza.  Sudare, viaggiare, invadere il mondo di suoni giganti, così in un’intervista Luca Ferrari ci ha raccontato in un’intervista telefonica come i Verdena vivono la musica live e il tour Endkadenz vol I.

Luca, ti ringrazio molto per essere con noi per parlarci dei vostri concerti, del tour e di come tu, Alberto Ferrari e Roberta Sammarelli vivete i live.

Endkadenz vol I è stato pubblicato a gennaio 2015. Ora siamo in luglio e voi siete nel pieno del tour. Quanto sono importanti per voi i live?

Direi molto. Noi ci chiudiamo per molto tempo a scrivere i pezzi e poi ci riempiamo di live. Penso sia fondamentale per qualsiasi gruppo suonare dal vivo: meglio suoni durante i live e più tutto funziona. È importante suonare bene live al giorno d’oggi.

Negli ultimi anni i vostri dischi sono molto caratterizzati dalla ricerca sonora. Anche Endkadenz è caratterizzato da ritmi importanti, suoni saturi e brani lunghi, lontani dalla forma canzone. Come portate tutto questo nei vostri concerti?

Abbiamo aggiunto alla formazione un quarto elemento, si chiama Giuseppe Chiara, noi lo chiamiamo Joseph (dice ridendo) ed è un ragazzo di Bergamo. Suona chitarra, tastiere e fa anche seconde voci. Fa tutte quelle cose che mettiamo nei dischi, quelle sovraincisioni, che in tre non riusciamo a riproporre. Ormai è un po’ di anni che dobbiamo per forza avere con noi un quarto elemento, perché incidiamo molte cose e poi vorremo rifarle anche nel live. Sì, perché magari un determinato passaggio di tastiera diventa importante capisci. La distorsione invece è dovuta al fatto che a noi piacciono i suoni cattivi, sempre giganti quindi vogliamo distorcere tutto. Anche nel disco volevamo dare l’idea di una cosa che ti avvolgesse.

 

Nel disco sono presenti anche le percussioni. Porterai anche queste?

No, le percussioni sono l’unica cosa che non abbiamo, anche se sarebbe bello. Ci servirebbe un quinto elemento e possiamo farne a meno: la spina dorsale della batteria c’è, poi magari manca qualche colorino. Ma nei live questo si nota meno perché guardi il gruppo ed è un’altra cosa. Questo penso sia il disco un po’ più tribale che abbia fatto batteristicamente parlando. Ci sono dei richiami un po’ africani…lontanamente africani! (ride lasciando intendere che non si sente propriamente un percussionista africano). Diciamo che c’è un uso un po’ afro delle percussioni.

Certo io non sono capace di suonare come gli africani, loro hanno una mentalità musicale completamente diversa dalla nostra e mi piacerebbe studiare i loro tempi geometrici strani. Come per noi ascoltare i Beatles, per loro è naturale questo. Noi siamo occidentali. Alberto è proprio pazzo dei Beatles. Ha tutti i dischi in versioni diverse e tutte quelle cose lì. È maniacale.

Questo disco racconta un mondo romantico, gigante ed epico, è un racconto di un’ “anima in pena” (modo di dire diffuso tra Bergamo e Brescia, città da cui io provengo). Quale tipo di location è più adatta a questo tour?

Noi siamo di Bergamo e anche a noi piace l’immagine dell’ “anima in pena”. Nei testi trovo una sorta di “romanticheria” che non ho mai visto negli altri dischi. Mi sembra che parli molto del rapporto tra due persone: una coppia, ma anche degli amici…capisci? Noi in generale siamo degli amanti dei locali piccoli da 500-600 persone. Sono quelli perfetti, quelli in cui ci troviamo meglio. In estate è un po’ più difficile perché non suona mai benissimo, non c’è tanto rimbombo, è tutto troppo distaccato. A noi piace quando il suono diventa una fanghiglia tutta insieme. Quando si mischia tutto!

All’aperto o al chiuso ovunque, vi si metta riempite. Sono 16 anni e più che vi esibite. Com’è cambiato nel tempo il vostro modo di stare sul palco, di stare col pubblico e com’è cambiato il pubblico?

Il nostro pubblico è in continuo cambiamento. Vedo sempre gente nuova (anche molto giovane) e anche gente che cresce con noi. C’è un po’ di tutto, c’è un bel ricambio. Noi ci troviamo bene col pubblico…caspita! (usando termini più appassionati e coloriti) se non fosse per loro non saremmo qua! È naturale li amiamo. È grazie a loro che facciamo tutto! Però non siamo neanche così attenti al pubblico. Nel senso che l’importante per noi è che la serata esca bene, che suoniamo bene per noi stessi…non riesco a spiegare caspita! Certe volte mi chiedono: “com’è andata la data?”. E io rispondo: “insomma non è andata benissimo”. E loro: “ma come? C’era un casino di gente!”. È vero, però non si chiude lì la cosa. Se noi non suoniamo bene come diciamo noi, a fine concerto siamo scontenti, non abbiamo neanche voglia di parlare col pubblico, perché ci sentiamo imbarazzati. Se invece la serata va bene, siamo più spigliati. Siamo così: se non suoniamo bene fino al giorno dopo, fino al concerto successivo, siamo tristi e ci sembra di essere in giro per niente.

È basato proprio tutto sul fatto di suonare bene. Come in saletta. Quando io suono in saletta non c’è una grande diversità: l’importante è suonare bene, divertirmi e riuscire a viaggiare. Se viaggio sono contento e tutto va bene. Poi è naturale ci sono le date in cui il pubblico risponde in maniera perfetta e tu stai suonando bene e tutto esplode. Allora tutto esplode in perfezione e quando questo succede è molto, molto bello.

Cosa sta rendendo speciale il tour di Endkadenz vol I?

La cosa più caratteristica è che siamo in giro, però a ottobre inizieremo un altro tour, perché a fine agosto uscirà il volume II. Questo è strano per noi, perché di solito esce il disco (anche doppio) e poi si parte e fai tutto. Ora fino a fine agosto faremo solo il volume I, a ottobre cambierà tutto: faremo una scaletta completamente diversa con 13 pezzi nuovi. Non abbiamo mai fatto una cosa così. Dovremo anche ristudiare i brani adesso ad agosto. Non ce li ricordiamo praticamente più! (ridendo) Dobbiamo ripassare tutto, ma avevamo già messo in preventivo questa cosa. È bello comunque, è avventuroso fare cose nuove, non vedo l’ora!

I nostri concerti sono molto basati sulla musica, come sempre, ma se riuscirò proietteremo un po’ di immagini. Se c’è il proiettore di solito lo usiamo se no io ho un mio proiettore giocattolo e uso quello. Proiettiamo dei disegni che ho fatto io: deliri, immagini psichedeliche, ma anche disegni più normali, alberi… Le ho fatte durante la lavorazione del disco, ma a caso. A me piace fare queste cose e sapevo che prima o poi le avrei utilizzate. Mi piace tantissimo quando ci sono le immagini durante i concerti: è un modo per aprire un’altra finestra. Di solito mi piacerebbe anche guardarle, ma non riesco mai perché sono dietro di me!

Il prezzo dei concerti dei Verdena è una vostra scelta esplicita?

L’idea è quella di tenere i prezzi bassi e basta, per rendere i concerti accessibili a tutti e perché alla fine non è che facciamo poi niente di particolare (e ride). Sì suoniamo in Italia, ma non siamo famosi in tutto il mondo: è ancora tutto da conquistare. Noi vogliamo che ci conosca più gente possibile. Secondo me avere il biglietto basso aiuta tante persone a cui magari non piacciamo tantissimo. Aiuta a farli venire comunque. Ti spiego: magari a un amico piacciamo, ma all’altro no. Uno dice: “ma a me non piacciono”. E l’altro: “costa solo 10 euro”. E così il primo magari dice “ma dai, vengo anch’io!” e alla fine scopre che gli piacciamo. La vedo come una cosa promozionale, è un modo per allargare il pubblico e per fargli fare un po’ più di festa. È tutto bello insomma va bene così. È una cosa su cui ci siamo impuntati penso dal 2004: o è così o è così!

Hanno suonato con voi anche i Jennifer Gentle in questo tour. Vuoi parlarne?

Sì, ci hanno fatto di supporto per le prime 8 date del tour. È stato molto bello, è un grandissimo gruppo e basta. Spero che vengano conosciuti il più possibile perché se lo meritano.

Avete mai pensato a un eventuale disco live?

Sì pensiamo spesso a un disco live. Quest’anno abbiamo anche registrato qualcosa all’Alcatraz a Milano. Lo abbiamo tutto, però non abbiamo suonato benissimo quella sera, anche se è uscita bene! (e ride a crepapelle). È molto che ci pensiamo, e ci abbiamo anche provato nel corso degli anni, ma sempre con tecniche un po’ povere, quindi i frutti non ci hanno soddisfatto.

Hai un aneddoto sui concerti dei Verdena o su ciò che vi accade tra una data e l’altra? Quelli che puoi raccontare…

Di aneddoti ce ne sono tanti! Normali… (ci pensa un po’). Abbiamo bucato un mese fa e non riuscivamo a tirare giù la gomma. Proprio un branco di impediti alle prese con la gomma bucata! Alla fine per fortuna si è fermato un ragazzo che di lavoro faceva proprio il cambio gomme per i cammion. Ma questa è una cavolata che mi è venuta in mente… Sul palco ne succedono di tutte. Che ridere che facciamo! Ci divertiamo!

Dovrai buttarti allora dentro il timpano come insegna il vostro ispiratore Kagel!

Quello ancora non è successo. Nessuno si è schiantato nella batteria. Ma abbiamo tempo.

Il 23 sarete al Musical Zoo di Brescia, festival giunto alla sua settima edizione che si svolge all’interno delle mura del castello di Brescia. Sarà la vostra prima volta in questo festival. Ne avete mai sentito parlare prima? Avete mai suonato in un castello, con tanto di cannoniere e bastioni?

Mi hanno parlato tanto del castello negli ultimi tempi. Mi hanno detto che è bellissimo. Non ricordo se abbiamo mai suonato in un castello prima, può essere, ma non ricordo dove. Forse in Sicilia una volta abbiamo suonato in un convento, era stato bello. Ma a Brescia è proprio tutto circondato da mura…cose così? Penso sia interessante, di solito i posti un po’ chiusi suonano meglio! Rimbomba tutto! Bello, sono curioso di questa data! Me ne parlava gente che c’è stata, che conosce il posto e che vuole venirci a vedere. Proprio ieri ho incontrato uno che aveva preso il biglietto due settimane fa e anche lui mi ha parlato del castello. Da quando è iniziata l’estate continuiamo a cambiare la scalette, quindi ce ne sarà una speciale anche per Brescia, con anche un po’ di pezzi vecchi.

Allora grazie Luca, grazie ai Verdena, aspettando il vostro concerto vi auguriamo dei bellissimi tour!

 

Tutte le tappe del tour: http://www.verdena.com

About Author

audia81@hotmail.com'