La musica di Matteo Breoni dà ritmo alla tua vita

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Lasciati travolgere dalla musica del batterista, compositore, autore e insegnante veronese che ha completato la registrazione del suo ultimo album agli Steve Studio di Steve Greenwell a New York.

Nato nel 1979, il giovane Matteo Breoni inizia a suonare la batteria da autodidatta appena dodicenne, all’età di 17 anni suona già in concerti live. Tra il 1999 e il 2003 decide di intraprendere lo studio dello strumento principalmente con gli insegnanti Andrea Quinzi e Cesare Valbusa.
Musicista professionista dal 2004, intensifica l’attività live in locali, discoteche, piazze, congressi, convention e cene di gala.
Per completare la sua formazione frequenta diversi workshop e aggiornamenti con gli insegnanti: Mauro Beggio, Omar Hakim, Steve Smith, Dave Weckl, Alfredo e Antonio Golino, Gavin Harrison, Giovanni Hidalgo, Horacio Hernandez e molti altri.
Propone un’ampia gamma di generi musicali e sperimenta: soul, funk, rock, R&B, blues, jazz, latin, reggae e pop.
CollaborazioniLe sue collaborazioni vedono la presenza di diversi artisti del panorama italiano e internazionale: Carlo Poddighe (cantante, chitarrista, bassista, tastierista, percussionista, compositore, fonico e arrangiatore, tra gli innumerevoli collaboratori è da citare Omar Pedrini); Filippo Perbellini (ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2009 con Riccardo Cocciante; Alex Britti e Neffa tra i vari collaboratori); Frank McComb (cantante e tastierista statunitense; ha collaborato con Prince, Chaka Khan, Teddy Pendergrass, Gerald Levert e Teena Marie); Will Lee (bassista statunitense, membro dell’Orchestra CBS del programma televisivo David Letterman, ha collaborato con Mariah Carey, George Benson, B.B.King, Cat Stevens, Michael Bolton, Ringo Starr, Gloria Estefan, Cyndi Lauper, James Brown, Billy Joel, Liza Minnelli, Frank Sinatra, Barbra Streisand, Ricky Martin, Natalie Cole e molti altri); Dott.ssa Karine Mensah (cantante soul, jazz, funk e pop capoverdiana. Ha studiato canto classico a Parigi e successivamente al Conservatorio di Verona. Autrice del manuale L’arte di cantare e direttrice dell’Accademia Superiore di Canto. Ha collaborato con Mariah Carey, Andrea Braido, Fiordaliso, Giorgio Panariello, Paolo Belli, Anna Oxa, Bobby Solo, Bruno Lauzi, Paola & Chiara, Anguun, Miguel Bosé, Jerry Calà, Ivan Cattaneo e tanti altri… Ha fatto parte della giuria di Amici di Maria De Filippi per la selezione dei nuovi cantanti 2009 Amici Casting. Ha cantato in Rai, al Festival del Cinema di Venezia, al Festival del Cinema di Cannes e in molti altri eventi/televisioni); Roberto Cetoli (pianista, tastierista, arrangiatore, insegnante, produttore, music designer. Ha suonato con Rudy Brink, Andrea Braido, Bobby Solo, Shel Shapiro, Marco Ongaro, Karin Mensah, Luca Olivieri, Davide Ragazzoni, Stefano Olivato, con l’orchestra diretta da Carlo Ceriani e molti altri. È attualmente direttore artistico della casa discografica Azzurra Music. Consiglio l’ascolto di Quando sei con me del The B Project); Enrico Benty Bentivoglio (jazzista che ha suonato live con alcune delle icone della scena pop internazionale come Robbie Williams, Mariah Carey, Sylvie Vartan); Teofilo Chantre (musicista capoverdiano conosciuto in tutto il mondo); James Thompson (sassofonista e cantante statunitense, ha suonato con i The Platters, The Olympics. Da segnalare la sua partecipazione alle tournée con Zucchero Fornaciari per sette anni, a quelle di Billy Cobham e Frank Gambale tra gli altri); Jury Magliolo (terzo classificato a X-Factor 2008); Daniela Dhany Galli (in Francia ha vinto il disco d’oro con Benassi Bros, ha collaborato anche con KMC e molti altri); Roberto Morbioli (bluesman di fama internazionale, ha collaborato con Vallery Wellington, Lovie Lee, Louisiana Red, Angela Brown, Jeanna Carol, Karen Carol, Maisha Grant, Bill Thomas, Sharon Clark, Paul Orta, Tolo Marton, Bleu Benoit Boy, Paris Slim, Sandra Hall, Chicago Bob Nelson e molti altri); Moris Pradella (cantante ufficiale dei Quintorigo); Luciana Vaona (corista di Alessandra Amoroso); Mattia Capitini (cantautore, ha scritto diverse colonne sonore per fiction Rai); Samuele Lorenzini, Pier Brigo, Andrea Pimazzoni, Renato Micaglio, Rudy Rotta, Morblus Band, Bobby Solo, Kathleen Hagen, Larry Mancini, Fabio Baù, Stefano Cappa, Paolo Costanzi, Claudio Sebastio, Duccio Soriani, Marco Teti, Michele Bonivento, Alessandra Ferrari e molti altri.


Discografia

Suona la batteria nelle registrazioni degli album: All The Hits 2007 Vol.2 (Azzurra Music), U All My Need di Dan Xikidi (Exetra Records), Sand Sun-01 (Exetra Records) e in alcune registrazioni per Bobby Solo con la Azzurra Music che al momento non sono state ancora pubblicate.

Live Session
è un album, praticamente un demo, uscito nel 2011. Vede la collaborazione di diversi artisti. Agli Emotions Studios di Verona è stato registrato oltre all’audio anche il video, quasi tutti i brani sono presenti sul canale YouTube (Why Georgia di John Mayer, Moondance di Van Morrison, Stir It Up di Bob Marley, Anima di Pino Daniele, I Saw Her Standing There dei Beatles, Inner City Blues di Marvin Gaye, For What It’s Worth di Buffalo Springfield).

Il 2012 è un anno importante: esce
Teases, l’album soul, R&B, pop, reggae, funk e rock, registrato e mixato al Poddighe Studio di Brescia da Carlo e Andrea Poddighe (ad eccezione delle tracce 2 e 7, registrate e mixate da Roberto Cetoli all’Accademia Superiore di Canto di Verona). Due cover (registrate in digitale) e sette inediti (su nastro, in analogico; ascolta And The Moon Comes e Eternity di Poddighe), di cui tre di Matteo Breoni (Not For You). Teases vede la collaborazione di diversi artisti: Perbellini, Poddighe, Pradella, Capitini, Bentivoglio, Cappa, Baù, Lorenzini, Brigo, Costanzi, Maria Tisi.

Nello stesso anno si forma The Matt Project, un progetto nato dall’esigenza di voler raccontare sensazioni e pagine di vita vissuta e di avere un ‘old sound’ prettamente soul americano anni ’60 – ’70 dal forte retrogusto contemporaneo.
Il progetto si mette subito all’opera con
It Makes…, disco dall’atmosfera soul, R&B, funk, blues, rock, pop e jazz. Grazie all’aiuto prezioso e fondamentale di talentuosi musicisti e cantanti (Poddighe, Perbellini, Galli, Morbioli, Pradella, Sardo, Vaona, Jury, Maria Tisi, Peggiani, Brigo, Lorenzini, Pimazzoni e Hagen), dopo aver realizzato registrazioni e master al Poddighe Studio, il disco è stato completato allo Steve Studio di New York, dove Matteo ha curato il mixaggio e l’editing insieme a Steve Greenwell, produttore e fonico di artisti di fama mondiale (Joss Stone, Diane Birch, Jonas Brothers, per citarne alcuni) ed è stato lanciato ufficialmente i primi di gennaio 2013.

Carlo Poddighe, Steve Greenwell, Matteo Breoni – New York City

Contiene tre brani scritti da Matteo – BarefootIt’s Over Now e Never (con la cooperazione di Lorenzini) – quattro canzoni originali composte dai collaboratori – Better Half Of Me (Morbioli, Scala, Dillon), Slowin’ Down (Poddighe), It’s A Miracle (Perbellini, Pimazzoni, Hagen) e Paris (Poddighe) – e quattro cover – Why Can’t We Live Together (Timmy Thomas), She’s Lonely (Bill Whiters), You And I, We Can Conquer The World (Stevie Wonder), ‘Ghost Track’ She’s Lonely (Bill Whiters; nella versione di Poddighe).
L’arrangiamento di tutti i brani è stato curato da Poddighe e Breoni.Intervista

A quanti anni hai ricevuto le tue prime bacchette?
Prime bacchette… bella domanda! Credo di aver ricevuto un paio di bacchette da un batterista di un’orchestra da ballo quando ero molto piccolo, a 7-8 anni, 1986-1987!

Suoni un’ampia gamma di generi musicali: soul, funk, rock, R&B, blues, jazz, latin, reggae e pop. In quale ti identifichi di più? Quale senti più tuo?
Diciamo che si prova ad essere più versatili possibile… anche se ovviamente è difficilissimo suonare in modo credibile tante cose diverse tra loro per motivi di background culturale e per i propri limiti tecnici/musicali, però mi piace ascoltare molte cose diverse e confrontarmi con esse… quindi, si prova! Riguardo i generi, beh, si va spesso a periodi e in base agli ascolti, ultimamente sto ascoltando molte cose legate al mondo del soul e del R&B ‘old style’.
It Makes… contiene tre dei tuoi brani Barefoot , It’s Over Now e Never (scritto in collaborazione con Lorenzini). Quale tra questi ti rappresenta di più per quanto riguarda il testo piuttosto che per la melodia o la scelta delle cellule ritmiche?
Credo che dei tre Barefoot rappresenti un po’ di più il mio mood musicale, anche se devo dire che senza l’aiuto del grande Carlo Poddighe questi brani forse sarebbero rimasti dei demo piano e voce molto ‘semplici’ e spogli nella loro idea. Non sono per niente un pianista e nemmeno un cantante, però mi piace molto creare accordi, melodie e testi!
Barefoot parla di quando si va alla ricerca di un po’ di solitudine per rilassarsi, ma allo stesso tempo questo relax ti fa porre delle domande sulla vita e su quello che ti circonda… e, non contento, ti rendi conto che questa solitudine crea anche un po’ di inquietudine a lungo andare… Insomma, quel ‘contorcersi per nulla’ che fa tanto parte a volte dei nostri tempi.

All’ascolto mi sembra che il testo di Never sia nato dopo la melodia vocale, che è ben definita ritmicamente. Puoi confermarlo?
Mi è piaciuta la scelta di dare in punti diversi gli accenti della voce e della batteria, questo rende molto vivo il pezzo e porta ad avere un’attenzione continua sulle varie parti strumentali. Quest’ idea è nata fin da subito o durante la stesura dell’arrangiamento?
Ho apprezzato particolarmente i versi ‘Watching at your soul. It looks like a falling star. And there’s an open light to see a rainbow’… ti va di spiegarci questa metafora? A cosa ti sei o vi siete riferiti con la luce?
Sì, su Never ci hai visto giusto! All’inizio la melodia, creata da Samuele Lorenzini, chitarrista, mio collaboratore musicale da oltre 14 anni, era basata sul classico ‘finto inglese’ e da lì mi sono mosso per creare il testo.
In effetti ci sono molte frasi che vanno ad incastrarsi con l’andamento funk/R&B del brano, credo che il testo necessitasse di un andamento molto simile al Groove serrato del brano e… spero di essere riuscito ad avvicinarmi nell’intento.
In effetti ci sono delle metafore nel testo, il quale, fondamentalmente, parla delle ‘ossessioni’ che ognuno può avere e del fatto che, a volte, da amici, fidanzati, conoscenti, parenti, ecc si prova a ‘dare una mano’ all’altra persona per il suo ‘bene’ con tutte le difficoltà del caso…

L’11 settembre del 2013 tu e Carlo Poddighe avete suonato in un concerto tutto The Matt Project al Wicked Willy’s della 149esima strada Bleecker nel caratteristico Greenwich Village, quartiere culturale e artistico di Manhattan.
Ti va di parlarci di quest’esperienza? Come è il pubblico newyorkese?
L’esperienza al Wicked Willy’s è stata a dir poco favolosa! Pensa che quel giorno eravamo a registrare in studio (lo Steve Studio, vicino a Times Square, Manhattan) per tutto il giorno.
Alle 18 tra l’altro avevamo appuntamento con Will Lee, una leggenda del basso mondiale, per anni alla CBS Orchestra del Late Show di David Letterman e nei dischi di tutti i più grandi artisti americani e non…
L’appuntamento per il check al locale era alle 20. Quindi tempi serratissimi per registrare un brano praticamente già pronto (al terzo take era già ok…). Poi, con Carlo Poddighe di corsa a prendere un taxi e giù in downtown al locale. Arrivati un po’ in ritardo, abbiamo preparato tutto in fretta e… via siamo partiti!
Tu non sai la soddisfazione che ci porteremo sempre nel cuore: suonare i propri pezzi a New York e portare a casa anche molti applausi e complimenti! Tra l’altro in duo: chitarra/voce Carlo Poddighe appunto e il sottoscritto alla batteria e cori. Serata che ricorderemo per sempre!

New York è la nota ‘melting pot’ del mondo. Nella grande mela si trovano infatti diverse culture. Come ti sei rapportato con questa realtà ben diversa dall’Italia? Mi piacerebbe avere un tuo parere anche riguardo alla diversità di intendere il mercato musicale, il lavoro in studio, ecc.
New York è una città che dà la sensazione di opportunità di qualsiasi genere sempre e comunque. Città caotica, rumorosa e molto inquinata, però ricca di sorprese, incontri inaspettati e grandi artisti di tutti i tipi e generi: un’iniezione quotidiana di stimoli nuovi e… questo non è poco! La musica live è presente ovunque tutte le sere a tutte le ore, un continuo stimolo per l’artista che vuole confrontarsi, imparare, migliorare…
A certi livelli la produzione discografica lavora ancora con tempistiche e modi dei ‘tempi d’oro’ delle produzioni. Studi con materiale meraviglioso, tecnici preparatissimi e con gusto infinito, tempi dilatati per tirar fuori il meglio da ogni canzone, non ristretti all’osso del collo come adesso… Così si dovrebbe sempre fare!

Dal 2008 insegni batteria in diverse accademie di Verona e provincia (
Accademia di Alta Formazione Musicale, CSM, ecc). Giovani e adulti seguono i tuoi preziosi insegnamenti… quali sensazioni provi nel trasmettere loro la tua esperienza?
Ho la fortuna di poter insegnare e suonare allo stesso tempo e per questo mi sento un privilegiato. Cerco di trasmettere innanzitutto la passione per la musica e lo strumento; ogni persona credo vada seguita in maniera differente in base alle capacità e alla tempistica di ognuno… seguo quindi un programma specifico, che diventa spessissimo ‘canovaccio’ modificabile in base alle esigenze dei miei allievi.
Ovviamente l’intento è sempre quello di far migliorare queste persone il più possibile e la speranza è anche quella di esser riusciti a trasmettere un po’ di amore per la musica!

Oltre alla musica hai un’altra grande passione: il calcio. Hai intrapreso infatti un bel percorso nella carriera calcistica: otto anni nelle giovanili del Chievo Verona e nella stagione ‘97-‘98 hai segnato ben 5 reti con la maglia della Primavera del Chievo, nota squadra di Serie B. Ora giochi ancora a calcio nel Valpolicella, Prima Categoria. Da dove nasce questa passione?
La passione per lo sport nasce nella mia famiglia, il connubio con la musica è sempre stato presente. Mio padre Renzo, scomparso nel 2006, è stato il ‘volano’ per la mia passione sportiva. Mi sono tolto qualche piccola soddisfazione anche nel calcio, ma la musica ha sempre avuto una parte dominante, soprattutto dai 20 anni in poi. Il calcio mi piace giocarlo e basta, seguo poco o niente quello che succede nell’ambiente, non tifo per nessuna squadra in particolare. Tra l’altro ricordo che durante una partita contro la Juventus primavera riuscii a segnare all’allora portiere De Sanctis, oggi portiere della Roma e della Nazionale… piccole soddisfazioni da ricordare. Lo sport, se inteso nel suo senso più ludico e godereccio, fa bene!

Torniamo a parlare di musica. Il tuo prossimo disco The Matt Project 2014 vedrà la collaborazione di due artisti d’eccellenza: Will Lee e Frank McComb, con il quale hai suonato lo scorso 17 novembre (insieme a Stefano Cappa) alle Cantine De L’Arena di Verona (ascolta il live di
Superstition).
Puoi darci qualche anteprima riguardo alle collaborazioni e ai nuovi pezzi?
Il nuovo disco è ancora in fase di ultimazione; abbiamo avuto la fortuna di avere questi due grandi ospiti i quali hanno ovviamente dato un contributo magico! Assieme a Steve Greenwell (produttore/fonico/musicista per Joss Stone, Diane Birch e molti altri), titolare del Steve Studio dove siamo stati a registrare, abbiamo valutato la possibilità di altri ‘featuring’ e la scelta è caduta su Kelly Joyce, cantante che aveva avuto successo ad inizio anni 2000 con un brano in francese, Vivre La Vie (ascolta qui invece le prove di Joyce con Breoni e Poddighe). Per cui la situazione è in continua evoluzione e probabilmente a maggio ricominceremo a lavorare alle registrazioni. Speriamo di poter finire tutto entro l’autunno!
Volevo precisare che tutto questo progetto non sarebbe mai potuto esistere senza l’aiuto di Carlo Poddighe. Carlo è polistrumentista/cantante sopraffino, compositore, arrangiatore, tecnico di studio e quant’altro. Il suo contributo ha reso in qualche modo unico il nostro sound, sono orgoglioso e grato a lui per aver accettato di credere in questo progetto, il quale ci sta dando le nostre piccole soddisfazioni!

Puoi indicarci le date dei tuoi imminenti concerti con le diverse formazioni?
Prossime date in divenire… beh, saremo io e Carlo Poddighe (the Matt Project) il lunedì di Pasquetta orario aperitivo a Bardolino (VR) sulla passeggiata del Lago di Garda, al Relax Lounge Bar.
Il 27 alle Cantine De L’Arena (VR) con Kelly Joyce.
Collaboro anche con altri amici, ad esempio il progetto ‘Brothers Deluxe’ con Andrea Pimazzoni, Samuele Lorenzini e Pier Brigo, avremo una data in trio sabato 5 aprile A Caselle (VR), Db Hotel.

Un messaggio da dare ai nostri lettori batteristi?
Eh… bella domanda. Messaggi particolari non ce ne sono, ma posso dire che è sempre importante ‘coltivare’ la fiammella della passione con la curiosità positiva, quella che ti fa crescere, imparare cose nuove, migliorare, maturare… non solo nella musica, in tutti i campi!

Anche a nome di Music Wall ti ringrazio per averci rilasciato l’intervista e per la tua bella musica.
Auguriamo tutto il meglio a te Matteo e ai tuoi collaboratori!

 

Contatti

Visita il
sito ufficiale di Matteo Breoni

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It Makes…  su CdBaby

Ascolta la sua musica sul
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