Nazzareno Zacconi, Vita a sei corde

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“Sono solo un chitarrista…” Non serve altro che questa breve frase, quasi nascosta sul fondo delle pagine del suo sito web ufficiale, per sintetizzare quella che Nazzareno Zacconi sente essere la sua natura.

“È semplicemente la verità – racconta – Penso di non aver fatto mai nient’altro nella vita. Un po’ il compositore o l’arrangiatore, ma quello che mi definisce realmente è solo questo”. Dalle poltrone situate nell’atrio del Borgo Santa Giulia di Timoline di Corte Franca, si avverte in sottofondo la musica del Bruskers Guitar Duo, che si sta esibendo nel corso della seconda serata dell’Acoustic Franciacorta; seguirà Joe Zhu, simpaticissimo e brillante chitarrista cinese.

Pochi minuti prima anche Zacconi era su quello stesso palco, a offrire ai numerosi presenti alcuni brani del suo album, un’opera maturata nel corso di quasi vent’anni: “Akustico (Kymotto Music, 2012) rappresenta la mia personale interpretazione della chitarra acustica, quella che ho sempre tenuto per me. Quando tornavo a casa, finito il lavoro sull’elettrica o sulla classica, prendevo l’acustica e provavo cose molto diverse. Differenti modi d’espressione, che un anno dopo l’altro hanno incominciato a svilupparsi, attraverso periodi nei quali mi concentravo sui generi più disparati. Tutto quello che provavo nelle varie sfaccettature lo riversavo nelle mie composizioni. Ciò che prima era un divertimento è diventato mano a mano una cosa seria. L’idea di farne un disco è poi nata nel corso del tour per la Eko con Massimo Varini, che lo ha anche prodotto.”

Il primo album del chitarrista, passa da sonorità di stampo più classico, come il country o il blues, ai linguaggi e alle tecniche più moderne; segue la scia del percorso artistico e degli studi di Zacconi, cresciuto con i gruppi storici e i grandi chitarristi del rock nelle orecchie, ma maturato con la classica e il jazz, anche se i generi che il chitarrista abbraccia sono molti altri: “In realtà per me l’unica distinzione che è possibile fare all’interno della musica è tra le cose di qualità e quelle che invece ne hanno meno. Se fai questo tipo di divisione, puoi apprezzare qualsiasi genere senza discriminazioni, dal rock al jazz. Se ascolti Charlie Parker o Jimi Hendrix, difficilmente puoi dire che uno valga più o meno dell’altro, non sono paragonabili. Ci possono essere delle diversità a livello linguistico o tecnico, ma quello che conta è solo la qualità”.

Nelle righe di presentazione del disco, Zacconi scrive che la comunicazione è l’essenza dell’arte. Così la sua musica si serve dei diversi stili per descrivere incontri, viaggi, paesaggi, emozioni e sentimenti, con l’unico fine di suscitare delle reazioni nell’ascoltatore: “Penso che il mio album possa comunicare qualsiasi cosa. In esso ho cercato di trasmettere diversi stati d’animo che in qualche modo vorrei far rivivere. Ognuno può rivedere parti della sua vita o della sua storia personale. Lo scopo è che questo avvenga. Quando compongo cerco di far passare esattamente le mie emozioni, il mio messaggio senza tanti fronzoli, per far cogliere poi qual è la sua essenza, sperando che venga realmente recepita.”

Chitarrista e album, nel novembre 2013, sono stati protagonisti di un progetto a scopo benefico, Akustico per oncologia: quando la musica sposa la solidarietà, in collaborazione con Luciano Latini, primario del Reparto di Oncologia dell’Ospedale di Macerata: “Volevo semplicemente trovare il modo di creare un’iniziativa che avesse un risultato concreto, devolvere a qualche associazione bisognosa il ricavato della vendita di un centinaio di cd. Purtroppo però non avevo le conoscenze per occuparmene io stesso. Passare attraverso le associazioni comportava il rischio che i profitti venissero dispersi, non potendo verificare tutto in maniera cristallina. Ho provato quindi a parlare con un primario dell’Ospedale di Macerata, una persona molto diretta e molto semplice, nonostante sia un luminare nel suo settore, con la quale siamo riusciti a trovare una via che permettesse di ottenere un piccolo risultato, ma tangibile e concreto. È stata un’operazione assolutamente trasparente e per nulla ambigua. Qualcuno vede bene questo tipo di cose, altri trovano sempre il modo di travisarle, anche se ci ho rimesso del mio, ho fatto dei concerti gratis e il valore dei cd è stato totalmente devoluto a questa causa.”

Prima di iniziare la carriera da solista, Zacconi si è esibito come musicista nelle tournée di diversi personaggi della scena musicale, italiana e non, come Massimo Varini nel tour di promozione della chitarra Mia FastLok, TM Stevens e Ron “Bumblefoot” Tal: “Forse sono riuscito ad apprendere qualcosa da ognuno dei chitarristi che ho accompagnato, ma la collaborazione che ricordo con più piacere, perché è sempre stata senza macchia, appagante e piena di gesti carini è stata quella con Jennifer Batten. Una persona di eccezionale integrità, che vive la musica con estrema gioia e vivacità. È un’artista che concede un sacco di spazio sul palco, unica nel fare emergere tutti i musicisti. Mi ha lasciato un messaggio molto forte, che dimostra con la sua carriera. È stata un’esperienza bella nella sua totalità, della quale non esiste un singolo episodio ma una serie di momenti preziosi”.

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