Intervista a Jon Webber, il country boy americano

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Music Wall sbarca negli Stati Uniti con il primo articolo di musica country dedicato al giovane e talentuoso Jon Webber

Nato a Burlingame, nella penisola di San Francisco, sulla costa nord della California e cresciuto nella Central Valley, nel 2010 Jon Webber si trasferisce a Nashville, capitale dello Stato del Tennessee, conosciuta in tutto il mondo come la ‘città della musica’.
Il giovane sognatore, romantico e umile cantautore fa conoscere le sue canzoni con tour in gran parte degli Stati Uniti, Virgin Islands e Honduras. Parla di storie vissute in prima persona.
Si è esibito con i grandi nomi del panorama country, pop e rock americano, per citarne alcuni: Lonestar, Billy Currington, Love & Theft, Leann Rimes, Kristen Kelly e LoCash Cowboys.

Nell’ottobre 2012 è uscito Done Up & Stripped Down (SESAC/ASCAP/NOLA/BMI), l’album di debutto; seguito nel 2014 dal singolo Blue Swirls.

Jon sta attualmente lavorando al suo secondo album e alla stesura di brani per artisti di diversi generi musicali.
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Intervista

Come è nata la passione per la musica?
Prima di tutto vorrei ringraziarti per il contatto, sono contento di chattare con te! Sono cresciuto ascoltando i Beatles, Elvis [Presley], i Beach Boys, Johnny Cash e tutti i buon vecchi Motown, c’era sempre musica a casa mia. La leggenda di famiglia dice che quando avevo due anni mia sorella maggiore stava provando la sua rappresentazione scolastica del musical Chicago e, a quanto pare, io la ‘aiutai’ ad imparare le canzoni. Non sono molto certo di quanto l’avessi potuta aiutare, ma so davvero che se dovessi sentire una di quelle canzoni riuscirei ancora a cantarla.

Perché hai deciso di trasferirti a Nashville?
Quando ancora vivevo nella California centrale ho avuto l’onore di suonare al Sacramento Memorial Auditorium, un enorme e bellissimo teatro dove ero solito guardare le performance di alcune delle mie band preferite. È la più grande sede della regione, oltre l’arena; sapevo che non sarei tornato a suonare lì presto, così se avessi voluto perseguire davvero la musica mi sarei dovuto trasferire nella Città della Musica. Nashville è una così splendida città, sono davvero felice di chiamarla casa.

Cosa ti manca di più della California?
Senza dubbio la mia famiglia e gli amici, i miei compagni di ‘confraternita’…  sono in ogni caso molto più come una famiglia. I miei programmi non mi permettono di tornare a casa spesso, ma quando lo faccio è come se il tempo non fosse mai passato. Mi manca anche la costa nord della California… in realtà quella era gran parte dell’ispirazione di Shoulda Seen Her Smile.

Quali sono i cantautori che prendi come modello per la tua musica?
Penso che John Lennon e Paul McCartney siano il miglior duo di cantautori di tutti i tempi. Amo il tipo di musica d’autore che sia divertente e orecchiabile ma che abbia allo stesso tempo alle spalle dei testi forti, qualcosa di reale.

Cosa hai provato a suonare con i musicisti/cantanti famosi in tutto il mondo (Lonestar, Billy Currington, Love & Theft, Leann Rimes, Kristen Kelly, LoCash Cowboys)?
È fantastico. Rispetto veramente tutto ciò che hanno fatto nelle loro carriere ed è stato un onore suonare con degli artisti di un così grande talento. Alcuni di loro sono diventati davvero dei buoni amici e sono più grato a loro per quello di ogni altra cosa.

Qual è il miglior ricordo dei tuoi concerti?
Amo connettermi con i fan, cantano con me durante il concerto, mi danno il cinque e mi chiedono di essere immortalato in fotografie con loro. Ogni città è diversa, ogni fan è unico e amo essere in grado di relazionarmi con il pubblico dal palco: ci trasformiamo in un grande e bellissimo gruppo di energia e divertimento, e dopo il set li conosco uno a uno. È uno spasso!

Che genere musicale ascolti oltre al country e pop/rock?
Mi piace qualsiasi genere, purché sia vero, sentito. Bluegrass, musica sacra, qualsiasi stile di New Orleans, c’è della buona musica andando anche nella classifica delle Top40 canzoni pop e del mondo, è divertente da ascoltare.

Cosa scrivi prima? Il testo o la musica?
Varia da canzone a canzone. Per alcune ragioni mi sembra di avere tanti pezzi iniziati sotto la doccia… non sono sicuro del perché ma un’altra cosa che so è che quando completo un brano mi rendo conto di essere stato seduto per ore con l’asciugamano. Altre volte mi siedo con la chitarra e trovo un groove ‘figo’ che mi ispira per qualcosa che vada bene con le vibrazioni che suono.

Qual è il pezzo che più ti rappresenta?
Questa è una domanda tosta. Sento che metto una parte di me in ogni canzone che scrivo. So che la musica di oggi, specialmente la musica country recente, è mutata molto verso il paradigma dell’artista di nicchia, ma io non la vedo in questo modo.  Nessuno è unidimensionale, quindi non ho intenzione di scrivere solo un tipo di canzone. Certamente, qualche volta mi sento bene, in un animo da festa, altre volte la vita non è tutta rose e fiori… e confesso di essere in qualche modo un romantico senza speranza. Quindi con ogni album che è stato lanciato cerco di dare un’onesta presentazione di dove è il mio posto nella mia vita. Ho intenzione di rappresentare ciò con il prossimo progetto a cui sto lavorando, sono molto emozionato.

Ami la tua famiglia, il tuo Paese e Dio… ti piacerebbe dirci qualcosa riguardo a questi ‘valori’?
Non sarei da nessuna parte se non fosse per Dio. Mi ha protetto in così tanti modi… mi ha donato una famiglia adorabile, l’opportunità di scrivere e suonare musica per vivere. So che non sono Gesù ma sono certo di essere grato per lui.

Ho apprezzato i versi ‘You’re the rush I get when I dive right in to an icy lake; You’re the breath I take when my head first reaches the surface; Ya, you’re worth it’ (sei la corsa che prendo quando mi tuffo in un lago ghiacciato; sei il mio respiro quando riemergo in superficie; tu ne vali la pena) di Blue Swirls (scritto con Allen Shervelle). Come hai pensato a questa metafora?
L’amore è una cosa potente, bellissima e spaventosa. Per un lungo periodo della mia vita ho avuto non proprio una paura, ma un’esitazione strana e irrazionale prima di affrontare lo sconforto, una ‘doccia fredda’. Non ho idea del perché. Un giorno, dopo essermi buttato, mi sono reso conto di quanto tempo avessi sprecato stando seduto ad aspettare ai margini senza alcun motivo reale. In quel momento decisi che non l’avrei fatto più in alcun aspetto della mia vita.

Le frasi ‘I want you to look me in the eye then; I’ll say ‘I love you’ but in silence’ (voglio che tu mi guardi negli occhi, allora ti dirò ‘ti amo’ ma in silenzio) del brano In Silence. Ti piacerebbe dirci qualcosa di più a riguardo?
Per quanto mi riguarda ho solo immaginato come ci si deve sentire con il vero amore, quello autentico, dove non hai bisogno di usare le parole per spiegarlo perché non renderebbero giustizia. Mi sono calato in quello stato d’animo, in quel preciso istante ed è nata la canzone.

Parliamo ora di One Hand On The Bible. Cosa intendi esattamente con il verso ‘I’ve got one hand on the Bible, and the other hand is pouring out the wine(ho una mano sulla Bibbia e l’altra sta versando il vino)?
Quella canzone è una storia vera, mi è molto vicina. Avevo visto me stesso andare verso un cammino cupo… riguarda il perdersi. Era il momento di cambiare le cose.

Qual è stata l’ispirazione per la bellissima Waterfall?
Qui il ritornello:
‘Baby, love’s like a waterfall and I’m divin’ in deep
Forgettin’ how to breathe beside you
Or a twister in the fall and I’m caught somewhere between
Scared out of my mind and can’t help but stare in awe
Ya it all comes so natural’
(Baby, l’amore è come una cascata in cui mi tuffo profondamente, dimenticando di respirare accanto a te; l’amore è un tornado in autunno che mi prende in mezzo da qualche parte, spaventato dalla mia mente e non può fare nulla tranne che fissare incantato, tutto è così naturale)
Una ragazza dagli occhi verdi – sorride.

Puoi darci qualche anticipazione riguardo al tuo prossimo progetto?
Certo! Una versione rivisitata del singolo Blue Swirls è ora disponibile, date un’occhiata al mio sito web! Realizzerò presto anche dei trailer per i fan su Facebook e Twitter.

Una frase o motto che vorresti comunicare ai nostri lettori per seguire la tua musica?
Che ne dici di… Music that makes you feel [la musica che ti fa sentire…]– sorride.

È perfetto! Il nostro magazine ha lo stesso slogan. Vorrei ringraziarti a nome dei nostri lettori e di Music Wall. È stato un grande piacere conoscerti.

copertina album
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