Intervista a Giorgio Cordini, la musica oltre i confini!

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Il canto dell’anima risale alle radici della musica d’autore con un’acustica, del mondo mediterraneo con bouzouki, mandolini e saz e a quelle del rock con un’elettrica.

Giorgio Cordini inizia il percorso di musicista da autodidatta, lasciata la cara Venezia, alla fine degli anni sessanta, si trasferisce a Brescia.

Piccola Orchestra Apocrifa

Piccola Orchestra Apocrifa

Da sempre appassionato della musica blues, fingerstyle, rock e d’autore (italiana, latina, ecc) suona con uno stile unico in diverse formazioni: JB Club, Forneria Marconi (poi Premiata Forneria Marconi), Wha-Wha Band, Piccola Orchestra Apocrifa, Mille Anni Ancora, Suona Libero.
Da citare le sue collaborazioni con artisti italiani e internazionali: Maria Alberti, Mario Arcari, Ellade Bandini, Carey Bell, Andrea Braido, Reno Brandoni, Massimo Bubola, Stefano Caprioli, Massimo Carrano, Nanni Civitenga, Eros Cristiani, Giovanni Andrea (Joe) Damiani, Cristiano De André, Fabrizio De André, Mauro Di Domenico, Irene Fargo, Max Gabanizza, Michele Gazich, Oliviero Malaspina, Enrico Mantovani, Luisa Moleri, Nada, Luca Quaia, Mauro Pagani, Massimo Ranieri, Louisiana Red, Cesar Rivero, Giuseppe Rotondi, Otis Rush, Vittorio Sonsini, Riccardo Tesi, Franco Testa, Fabio Treves, Arnaldo Vacca, Roberto Vecchioni, Ezio Zaccagnini, Quartetto Zelig, Stefano Zeni e molti altri.
Nel 1996 partecipa alla settima edizione del Premio Città di Recanati, nell’ambito di una rassegna dedicata alla chitarra, che ha visto salire sul palco dieci tra i migliori chitarristi italiani.
Nell’ottobre 2007 fonda l’Accademia di Musica Moderna, Popolare ed Etnica (Libera Accademia In Franciacorta, LAIF) a Provaglio d’Iseo.
Il 12 marzo 2000 a Genova accompagna alla chitarra grandi nomi del panorama musicale italiano (Luvi e Cristiano De André, Vasco Rossi, Gino Paoli, Celentano, Ornella Vanoni, Zucchero e molti altri) alla serata Faber Amico Fragile.
Il 21 gennaio 2009, a dieci anni dalla scomparsa di Fabrizio De André, suona in diretta televisiva alla trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa, interamente dedicata alla musica di Faber, nella band che ha accompagnato i più grandi interpreti della canzone italiana: Andrea Bocelli, Edoardo Bennato, Gianna Nannini, Piero Pelù, Tiziano Ferro, Lucio Dalla e tanti altri.
È inoltre impegnato a diffondere la buona musica e la passione per la chitarra acustica con il festival Acoustic Franciacorta, di cui è da sempre Direttore Artistico. Giunto all’undicesima edizione, Acoustic Franciacorta riscuote sempre un grande successo, ha ospitato grandi artisti italiani e internazionali in concerti e seminari: Alessandro Adami, Muriel Anderson, Mario Arcari, Sergio Altamura, Yiannis Andronoglou, Bermuda Acoustic Trio, Karim Baggili, Duck Baker, Pierre Bensusan, Reno Brandoni, Alberto Caltanella, Clive Carroll, Corimè, Cathryn Craig, Peppino D’Agostino, Giovanni Andrea (Joe) Damiani, Alex De Grassi, Mauro Di Domenico, Alex Di Reto, Emil Ernebro, Lorenzo Favero, Daniel Figueras, Eugenio Finardi, Finaz (Bandabardò), Peter Finger, Michael Fix, Pino Forastiere, Dario Fornara, Luca Francioso, Beppe Gambetta, Ed Gerhard, Jon Gomm, Stefan Grossman, Nick Harper, Phil Holland, Pete Huttlinger, Eduard Isaac, Jontom, Goran Kuzminac, Eric Lugosch, Raffaella Luna, Walter Lupi, Michael Manring, Rodolfo Maltese, Enrico Mantovani, Tony McManus, Andrea Mirò, Franco Morone, Derrin Nauendorf, Pietro Nobile, Mauro Pagani, Giovanni Pelosi, Jimmy Robinson, Daniela Savoldi, François Sciortino, Shel Shapiro, Alessandro Sipolo, Jacques Stotzem, Giulio Tampalini, Andrea Valeri, Patrick Vaillant, Davide Van De Sfroos, Victor Villadangos, Jimmy Wahlsteen, Brian Willoughby, Vincenzo Zitello e molti altri.

Discografia

Goccia a goccia – Tiziano Mazzoni; 2011
I fiori di Faber – Giorgio Cordini; 2010
L’occhio della luna – Roberta Di Lorenzo; 2010
Piccoli animaletti – Ducoli; 2010
Vasco Tracks 2 – Vasco Rossi; 2009
34 volte amore – Raccolta di 34 chitarristi di fingerpicking.net; 2009
Anema e Corde – Giorgio Cordini e Reno Brandoni; 2008
New Philosophy Of Jazz – Eros Kristyani; 2008
Storia di un impiegato – Mille Anni Ancora; 2008
Un buon motivo – Joe Damiani; 2007
Controvento – Roberto Tardito; 2007
Une primavere – Luigi Maieron; 2007
Note di Natale – Raccolta; 2006
La buona novella – Piccola Orchestra Apocrifa; 2006
De Profundis – Joan Isaac; 2006
Yelda – Reno Brandoni; 2006
In direzione ostinata e contraria – Fabrizio De André; 2005
2004 Creuza De Ma – Mauro Pagani; 2004
Zingarom – Reno Brandoni; 2004
36 – The Fingerpicking.net Sampler – Raccolta di 36 chitarristi italiani; 2004
Mille Papaveri Rossi – Raccolta di canzoni di Fabrizio De André; 2004
Club Of Malindi – Roberto Vecchioni; 2004
Segreti trasparenti – Massimo Bubola; 2004
Faber amico fragile – Raccolta dal vivo; 2003
Tra fiamma e candela – Lorenzo Riccardi; 2003
Domani – Mauro Pagani; 2003
Linea di confine – Joe Damiani; 2003
Disarmati – Giorgio Cordini; 2002
Senza fiato – Joe Damiani; 2002
De André in concerto – volume 2° Fabrizio De André; 2001
Resolvez-Vouz, Messieurs – Mario Mantovani; 2001
Chitarre d’autore – Giorgio Cordini; 2000
Dove sei sei – Nada; 1999
De André in concerto – Fabrizio De André; 1999
Roba di Amilcare – Premio Tenco; 1998
Mi innamoravo di tutto – Fabrizio De André; 1998
Strade perse – Lorenzo Riccardi; 1997
Amore e guerra – Massimo Bubola; 1996
Playing The Beatles – A. Braido e G. Cordini; 1995
La strada del cielo – Cattive Compagnie; 1994
1991 Concerti – Fabrizio De André; 1991

Intervista

Com’ è nata la passione per la chitarra? Ti ricordi quando l’hai presa tra le mani per la prima volta?
Su un album di famiglia ho una foto di tanto tempo fa… avevo 11 anni e imbracciavo la mia prima chitarra. Era un regalo di un amico di famiglia per la mia cresima: su quella chitarra ho incominciato a suonare, in quel periodo solo per gioco, più seriamente all’età di 14 anni.Hai suonato per molti anni al fianco di Fabrizio De André, partecipando a diverse sue tournée: Le Nuvole (1991), Anime Salve (1997) e Mi Innamoravo di Tutto (1998).
Nel 2010 hai realizzato una raccolta strumentale di dieci brani di Fabrizio De André con precisi riferimenti ai fiori, che come chiusura del disco contiene il brano I Fiori Di Faber, da cui prende il nome l’album, composta da te e Mimmo Saponaro. Nel disco suoni chitarre, bouzouki, mandolini, saz, accompagnato alle percussioni da Gaspare Bonafede.
Con il progetto ‘Il Concerto del Brancaccio’ il tuo gruppo Mille Anni Ancora (con Alessandro Adami, Mario Arcari, Ellade Bandini, Max Gabanizza, Eros Cristiani, Enrico Mantovani, Stefano Zeni, Giuseppe Rotondi e Maria Alberti) esegue l’intera scaletta dell’ultima tournée di Faber.
Questi sono solo alcuni esempi del tuo legame con la sua musica.
Ti va di parlarci di questa tua ‘devozione’ alla musica di De André? In che modo ha influenzato il tuo stile di cantautore?
Quando nel 1990 mi è stato chiesto da Mauro Pagani di entrare nella band di Fabrizio De André io ero già da molto tempo un suo sfegatato ammiratore e quindi per me poter collaborare con lui è stato come toccare il cielo con un dito. Fin da 25 anni prima, quando uscivano i primi 45 giri di Fabrizio, io ero uno di quelli che ne macinava i solchi fino a imparare i testi a memoria, trascrivendoli a penna, naturalmente di nascosto dai genitori perché erano ‘testi proibiti’! Allora le parole delle canzoni non si trovavano da nessuna parte e si poteva solo cercare di decifrarle con l’ascolto.
Suonare a fianco di Fabrizio De André mi ha cambiato la vita, offrendomi inoltre la possibilità di entrare con autorevolezza nel mondo della musica e contribuendo a farmi fare un salto di qualità per la mia carriera di musicista.
Questa mia ben radicata devozione per la sua opera e per tutta la sua produzione mi ha sempre spinto a far sì che il suo messaggio non venisse dimenticato. D’altronde credo che sia logico che io, come tutti gli altri suoi collaboratori, senta l’obbligo morale di conservarne la memoria, visto che siamo stati i testimoni diretti del suo lavoro e delle sue creazioni. Da lui credo in effetti di aver imparato molto. Soprattutto ho fatto tesoro del suo amore per la precisione e per una notevole dose di perfezionismo che permeava ogni sua attività. Inoltre mi ha sempre stupito, soprattutto nel confronto con altri suoi ‘colleghi’ cantautori, la sua determinazione nel comunicare le parole; i testi delle sue canzoni dovevano raggiungere l’ascoltatore con precisione ed efficacia e il suo modo di cantare è indirizzato chiaramente a questo scopo: niente fronzoli, nessuna interpretazione o drammatizzazione del testo, solo chiarezza nel pronunciare le parole, naturalmente in dizione… il resto lo faceva il timbro della sua voce, profondo, impeccabile, ipnotizzante.
Hai collaborato per diversi anni con Mauro Pagani, con il quale hai suonato in una lunga tournée in Italia, Spagna, Macedonia e Tunisia.
Mi piacerebbe che ci raccontassi come è nata questa collaborazione.
Mauro Pagani è di Chiari, un paese in provincia di Brescia. Ho cominciato a suonare con lui nel 1967 in un quartetto che si chiamava Forneria Marconi. Questo nome, con l’aggiunta di‘Premiata, sarebbe diventato famoso qualche anno dopo. Noi col nostro gruppo, che suonava blues ed emulava Cream, Traffic e John Mayall, facevamo fatica a suonare nelle balere del tempo che volevano far ballare il pubblico, mentre noi ci preoccupavamo di suoni, originalità e seguivamo i nostri gusti musicali e la nostra passione per le nuove tendenze di quegli anni. Così dopo meno di un anno il gruppo era già sciolto, ma io e lui continuammo a suonare insieme in altre formazioni. Con Mauro siamo rimasti amici e ho sempre seguito le sue avventure prima appunto con la PFM, poi con le sue importanti produzioni. Alla fine degli anni ‘80 io avevo costituito a Brescia un trio, la Wha Wha Band, che iniziò ad accompagnarlo nelle sue serate. Qualche anno dopo mi avrebbe chiamato per far parte del tour Le Nuvole. Lui aveva prodotto l’omonimo album di De André, oltre al precedente Crêuza de mä (Ricordi, 1984).Sei un ottimo cantautore: la tua musica e i tuoi testi fanno riflettere. Parlaci del testo di La notte dei Fondi, scritto con Luisa Moleri in memoria delle vittime dell’eccidio dei Fondi di Schilpario (28 aprile 1945).
Da 15 anni ho un piccolo appartamento a Vilmaggiore, in Val di Scalve e frequento questa zona, dove ho molte amicizie. Alcuni anni fa avevo sentito parlare dell’eccidio dei Fondi di Schilpario, avvenuto il 28 aprile del 1945, a pochi giorni dalla fine della seconda guerra mondiale. Un testimone oculare aveva raccontato a me e a mia moglie Luisa la triste vicenda di questo massacro di 12 innocenti da parte di un gruppo di fascisti che non si lasciò convincere che la guerra era terminata. I fascisti sorpresero una compagnia di persone provenienti dal paese di Schilpario, che si recavano in località Fondi appunto per ‘festeggiare’ la fine del conflitto mitragliando il camion che li trasportava.
I dettagli del commovente racconto spinsero Luisa a scrivere il toccante testo che immagina un dialogo tra un giovane, vittima del massacro, e sua madre che all’alba era andata alla sua ricerca, trovandolo cadavere in mezzo agli altri corpi. Io ho poi musicato il testo e ne è nata la canzone La notte dei fondi, che a Schilpario tutti conoscono e che diventa il simbolo di questo triste episodio nelle commemorazioni che ogni anno avvengono.Nel 1999 hai suonato come supporter di James Taylor in Piazza Duomo a Brescia: come è stata quest’esperienza?
James Taylor è sempre stato uno dei miei cantautori preferiti. Mi ha sempre affascinato il suo timbro vocale e il suo modo raffinato di accompagnamento con la chitarra acustica.  Quando seppi che nel ‘99 la sua tournée italiana sarebbe passata da Brescia feci di tutto per suonare prima di lui: un’esperienza forte e indimenticabile. Il pubblico ha apprezzato, nonostante in quelle occasioni tu ti aspetti che alla maggior parte dei presenti non interessi molto la tua musica perché sono lì per qualcun altro…Oltre a suonare musica d’autore e chitarra fingerstyle sei anche chitarrista e cantante della Wha Wha Band, band rock-blues che hai fondato alla fine degli anni ’80 insieme a Ludo Quilleri e Pietro Tonolo (poi sostituiti con Joe Damiani e Max Gabanizza). Tra il ’68 e il ’70 hai assistito più volte ai concerti di Jimi Hendrix. Con la Wha Wha Band eseguite una ventina di suoi brani, ciò vi ha permesso di presentarvi come ‘tributo a Jimi Hendrix’.
Come ti ha influenzato la musica rock? E come hai vissuto gli anni ’60-’70, gli anni ‘caldi’ della rivoluzione e della ‘liberazione spirituale’ dell’individuo?
Nell’agosto del 1967 mio fratello, di ritorno da un viaggio in Inghilterra, aveva portato a casa il primo album di Jimi Hendrix Are You Experienced? (Polydor, 1967), che ci aveva …sconvolto: era incredibile sentire suonare la chitarra elettrica in quel modo! Io avevo letteralmente consumato i solchi di quel disco e quando nel maggio del ‘68 Hendrix era venuto in Italia per un breve tour, non mi ero lasciato sfuggire l’occasione di andare ad ascoltarlo prima a Milano e poi a Bologna. Del concerto di Bologna possiedo addirittura una registrazione fatta avventurosamente su un registratore a cassette. Avrei sentito nuovamente Jimi Hendrix dal vivo nel settembre del ‘70, a pochi giorni dalla sua morte, nel corso di un festival-pop a Fehmarn in Germania.
Quelli erano anni fantastici per la musica: creatività, originalità, libertà, fantasia… non c’erano  schemi o riferimenti obbligati, ogni mese nasceva un nuovo progetto musicale che si sarebbe chiamato Pink Floyd, Jethro Tull, Procol Harum, Genesis… e che avrebbe lasciato un segno indelebile nella storia del rock. Quei nomi oggi sono ancora riferimenti essenziali per chi si occupa di musica.

Joe Damiani, Giorgio Cordini, Max Gabanizza

Joe Damiani, Giorgio Cordini, Max Gabanizza

Hai prodotto diversi dischi, tra cui Strade Perse (insieme a Mauro Pagani), il primo disco del cantautore di Pavia Lorenzo Riccardi; La Strada Del Cielo del trio veronese Cattive Compagnie; Yelda di Reno Brandoni; La Buona Novella della Piccola Orchestra Apocrifa; Eppur Bisogna Andare del giovane Alessandro Sipolo. Come produttore discografico cerchi di condividere la buona musica. Ti piacerebbe aggiungere qualcosa riguardo a questa tua attività?
Sono stato ‘produttore discografico’ solo sporadicamente e per brevi periodi, ma di tutti questi album mi sento orgoglioso: credo sia importante riascoltare, dopo dieci, vent’anni, un lavoro che hai prodotto e poter riconoscere che è piacevole, ben realizzato, ancora ascoltabile e con ottimi suoni! Oggi sto seguendo Alessandro Sipolo, un cantautore di grande talento, con una voce profonda e originale, molto impegnato nei testi che compone e con un istinto musicale che sa coinvolgere l’ascoltatore sia nel ritmo che nella melodia. Meriterebbe di essere già su palchi importanti, ma bisogna avere pazienza: sono certo che arriverà il suo momento.Da buon musicista sei anche attivo nel sociale: volontario e tra i responsabili della sede Emergency di Brescia. Nel 2002 è uscito Disarmati (Mauro Pagani, Fabio Treves, Riccardo Tesi, Mauro Di Domenico,…), disco nato dall’urgenza di inviare un messaggio di pace attraverso il mezzo di comunicazione più immediato: la musica. Parte del ricavato è stato devoluto ad Emergency.
Vuoi cogliere l’occasione per dare un messaggio ai nostri lettori?
Seguo da tanti anni l’organizzazione di Gino Strada perché credo sia giusto che ognuno di noi faccia il possibile per aiutare chi ne ha bisogno. La missione di Strada è esemplare e so con certezza che ogni euro che raccogliamo per Emergency va a finire dove c’è davvero bisogno di risorse per salvare la vita di esseri umani.

Sei direttore artistico dell’Accademia Di Musica Moderna, Etnica e Popolare di Provaglio d’Iseo, che hai fondato nell’ottobre 2007. Oltre all’amore per lo strumento, cosa cerchi di trasmettere ai tuoi allievi?
Tutti gli insegnanti della nostra Accademia, oltre ad essere degli ottimi docenti, svolgono l’attività di musicista suonando spesso in teatri, piazze e locali. La nostra idea è quella di preparare gli allievi non solo alla conoscenza dello strumento musicale ma anche ad affrontare il pubblico, ad acquisire sicurezza e determinazione nel momento in cui sali sul palco per farti ascoltare. Spesso ci sono degli ottimi musicisti che hanno il terrore del pubblico!Sei anche direttore artistico del festival Acoustic Franciacorta, che ha da sempre riscosso un grande successo anche a livello internazionale. Quest’anno si terrà l’undicesima edizione.
Potresti darci qualche anticipazione?
Quest’anno Acoustic Franciacorta si svolgerà tra il 27 e il 31 agosto e si concluderà al Monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo, l’incantevole spazio dove il festival era nato 11 anni fa.
Anche in questa edizione ci saranno ospiti di livello internazionale: ci sarà persino un chitarrista fingerstyle cinese, Joe Zhu, che è considerato un vero asso in quella parte del mondo.
Inoltre la serata dedicata alla canzone d’autore verrà organizzata in collaborazione con il Club Tenco e vedrà la partecipazione di uno dei più interessanti cantautori del momento.Puoi indicarci le prossime date dei tuoi concerti?
I miei appuntamenti con il pubblico si trovano nel mio sito www.giorgiocordini.it che è sempre aggiornato. Una delle prossime date estive cui tengo in particolar modo è quella del 25 luglio a Ospitaletto, dove suonerò con il gruppo Mille Anni Ancora, con ospite Eugenio Finardi. È un esperimento che abbiamo fatto poco tempo fa al teatro Donizetti di Bergamo, che ci ha dato delle grandi soddisfazioni. Stiamo anche progettando un breve tour invernale con questa formazione.Un’ultima domanda: conoscere un artista non significa solo conoscerlo musicalmente, ma anche a livello personale e umano; come musicista, ma anche come insegnante, che messaggio vuoi lasciare ai nostri lettori?
Nella mia vita la musica è stata molto importante. Sembrerebbe retorico dire che la musica è la mia vita, ma è proprio vero che se mi mancasse la musica mi mancherebbe la serenità, la gioia, l’entusiasmo, la creatività, il sorriso e probabilmente… la forza di affrontare la vita.

Ti ringrazio di cuore Giorgio a nome di tutti i collaboratori e lettori di Music Wall.
È stato un onore averti conosciuto non solo come un grande musicista, ma anche come persona, sensibile verso il prossimo.

Contatti

Per rimanere sempre aggiornato visita il sito web di Giorgio Cordini, la pagina Facebook e il profilo Twitter.

I link per l’acquisto di dischi e manuali: sito ufficiale di Giorgio, CdBaby, Fingerpickingshop.com, Self, MusicStore by Rockol e ‘A’ Rivista Anarchica.

Ascolta su Spotify gli album: I Fiori di Faber, Disarmati e Anema e Corde.

Non perdere il Festival Acoustic Franciacorta: dal 27 al 31 Agosto 2014 (tutte le info sul sito ufficiale, Facebook e Twitter).

Vuoi studiare musica? Visita il sito ufficiale della Libera Accademia In Franciacorta (LAIF, Accademia di Musica Moderna Etnica e Popolare), la trovi anche su Facebook.

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