Gavino Loche, talento e personalità da vendere

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Miglior chitarrista emergente 2010, vincitore del Concorso Italiano Chitarre 2010, vincitore di Arrangiatevi 2013. Gavino Loche si presenta così al pubblico di Acoustic Franciacorta.
Ha partecipato a diversi festival jazz e blues europei, tra cui il Bath Fringe Festival (UK), il Festival De La Guitare (Francia) e l’International Pori Jazz Festival (Finlandia).
Grande tecnica e musica coinvolgente rendono i concerti di Gavino un’esperienza ipnotizzante per lo spettatore.

La tua biografia è ricca di partecipazioni ad alcuni dei festival più importanti della chitarra acustica. Qual è l’aspetto che più ti affascina dei festival? Pensi che l’Italia sia aperta alle sonorità della musica acustica e nello specifico della chitarra acustica? E come vedi il panorama europeo?
L’aspetto che mi affascina di più dei festival è conoscere altri chitarristi.
Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di incontrare molti dei miei idoli (chitarristi di cui ho studiato metodi o suonato brani) e mi fa sempre uno strano effetto vedere nel programma di un festival il mio nome di fianco ai loro!

Ascoltando i tuoi brani sembra di essere dinnanzi una piccola band e non un solista. I diversi suoni che riesci a creare con la sola chitarra immergono l’ascoltatore in un clima coinvolgente. A che artisti ti sei ispirato per sviluppare successivamente le tue tecniche personali?
In realtà non so rispondere a questa domanda, potrei dirti quali sono i miei chitarristi preferiti: Don Ross (adoro il suo stile e le suo composizioni), Pietro Nobile (con il quale ho studiato fingerstyle e che considero ‘Il poeta della chitarra’), Marcel Dadi, Chet Atkins, Pat Metheny, Carl Verheyen, ecc, la lista è lunghissima.

Il tuo repertorio comprende brani di gruppi pop-rock degli anni ’70/’80. Quali sono le tue influenze musicali non strettamente legate alla chitarra acustica?
Ascolto diversi generi musicali, adoro il Jazz (Pat Metheny, Esbjörn Svensson Trio, Kevin Eaubanks, ecc) ma anche la chitarra elettrica, distorsori e ampli a valvole! Steve Vai, Satriani, Andy Timmons, Dream Theater, ecc e poi amo i Pink Floyd!

Where Was I? è l’ultimo disco che hai inciso, il primo da solista. Quali sono le cose che ti hanno maggiormente ispirato per scrivere i brani che lo compongono?
Where Was I? è stato il mio primo disco da solista contenente solo inediti (nel prossimo ci saranno anche arrangiamenti). È uscito nel 2010 quando ho fatto le prime esperienze in festival intenazionali (Pori Jazz in Finlandia e Festival de la Guitare in Francia), era un periodo particolare, avevo appena vinto il concorso Miglior chitarrista emergente dell’anno dell’A.D.G.P.A. e nel giro di poche settimane ho composto e registrato quasi tutti i brani.

Qual è il tuo approccio verso le accordature aperte? L’uso di queste deriva da una necessità esecutiva o è mezzo per stimolare la creatività?
Quando arrangio un brano cerco sempre di suonare con l’accordatura standard, ma spesso, per questioni pratiche, abbasso la sesta corda a Re (Drop D). Invece compongo molto con accordature aperte per la possibilità di sfruttare al massimo le corde a vuoto e per avere note più gravi. Anche quando suono in accordatura standard, in realtà, sono 1/2 tono sotto (D# G# C# F# A# D#) sia per avere un suono più corposo che per ‘stressare’ meno la chitarra per i vari cambi di accordatura. Inoltre utilizzo corde abbastanza grosse: scalatura 014/056.

Quali sono i progetti futuri?
Il nuovo disco che uscirà penso prima di Natale (se per caso qualcuno non sapesse cosa regalare…).

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