La ‘vuelta al mundo’ con Fernando Pérez: “la musica è una sola”

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In questa puntata di ‘Backstage interviews’ abbiamo incontrato l’artista spagnolo che ha chiuso l’undicesima edizione di Acoustic Franciacorta con una ‘vuelta al mundo’ davvero speciale.

La videointervista è in lingua spagnola con i sottotitoli in italiano e contiene degli estratti dal concerto che ha tenuto al Monastero di San Pietro in Lamosa.
Per visualizzare i sottotitoli fare click sul simbolo rettangolare nella fascia nera del filmato, accanto all’orologio –> Sottotitoli – ON

Vi proponiamo inoltre l’intervista trascritta in lingua italiana.

Music Wall TV ha il piacere di intervistare un altro grande musicista. Sono molto felice di presentarvi il famoso Fernando Pérez.
Raccontaci come è nata la tua passione per la musica.
Ho iniziato a suonare la chitarra all’età di sette anni. Semplicemente la chitarra era a casa mia ed era qualcosa che facevo che mi piaceva senza pensare se avrei fatto il musicista di professione o no. Quindi è stato qualcosa di molto naturale, che ho fatto da allora fino ad oggi.

Che cosa ti ha sedotto della sei corde?
Non saprei… più che sedurre, io sono cresciuto con la chitarra, era qualcosa che stava con me da sempre; quindi non dovevo pensare se mi piaceva la chitarra.

La tua musica fa un giro del mondo con la musica classica, moderna e tradizionale di Europa, Africa, Latino America, Cina, Hawaii e incontra anche il flamenco e il blues. È un esempio dell’universalità di questa lingua di suoni. L’album Music Of The World In The Guitar Of Fernando Pérez del 2005 mostra la tua passione per la musica del mondo.
Qual è il messaggio che vuoi dare con la tua musica?
Prima di tutto per me la musica più che dare un messaggio è condividere qualcosa di bello, condividere qualcosa che amo. Mi piace molto e da sempre la musica, le culture e le persone dei diversi luoghi. Per questo motivo con la musica mi piace che la gente veda o senta quello che sentono le persone degli altri Paesi per avvicinare, per vedere che in realtà condividiamo molto, perché non siamo molto diversi e la musica è una sola. Inoltre per creare un po’ più di solidarietà e di comprensione senza giudicare gli altri per le differenze, perché siamo tutti uguali.

Hai viaggiato molto tenendo concerti per tutto il mondo. Qual è il ricordo migliore dei tuoi concerti? E qual è stato il pubblico più caloroso?
È difficile da dire. Ricordo tutti i luoghi con molto affetto e non c’è un pubblico migliore o peggiore. Per me quello più bello è quando senti che hai toccato il cuore delle persone. Non solo che a loro sia piaciuta la tua musica e l’intrattenimento, no… quando una persona si è emozionata per la musica. È qualcosa che mi fa sentire molto felice di ciò che faccio.

Com’è nato il tuo ultimo album Greek Music For Guitar del 2014?
Beh, come tutti gli altri dischi. Andai a studiare musica greca in Grecia.
Gli album, i dvd e i libri sono solo il risultato delle mie esperienze. In realtà a me piace andare in un nuovo Paese, vivere, convivere con le persone e imparare. Per me l’apprendimento è la cosa più importante. Dopo faccio un disco, un dvd o i concerti, ma è solo per condividere i risultati. Quindi la Grecia è stata come tutti gli altri posti dove sono andato, dove ho avuto un’esperienza meravigliosa con le persone del posto, mi hanno trattato molto bene e ho imparato tanto.
Questo disco riflette le mie composizioni di musica greca, ho descritto un po’ questa mia esperienza.

E questa sera suonerai anche alcuni brani di quest’album?
Sì, il concerto di stasera è un giro del mondo. Inizia in Spagna, fa il giro e termina in Spagna. Durante il ‘viaggio’ racconto la storia di come la chitarra esce dalla Spagna, va in Africa, America, Pacifico, Oriente e, ovviamente, quando passo per il Mediterraneo, per la Grecia, suono anche un brano dell’album.

In generale, qual è l’ispirazione che ti fa scrivere nuove composizioni?
I luoghi e le persone, specialmente le persone. Mi relaziono con le persone delle altre culture. Scrivere quella musica per me è ricordare i miei amici che vivono in tutto il mondo: Grecia, Cina, Egitto, ecc. Quindi loro mi hanno insegnato molte cose e io, in cambio, compongo. Mi piace comporre ricordando e ringraziando per quello che ho imparato da loro.

Puoi dare un messaggio ai giovani che iniziano il lungo e difficile cammino nel mondo della musica?
Rallegrarsi sempre. Se studi chitarra o musica in generale, è come tutto il resto, puoi arrivare a molti livelli dipende da quanto lavoro fai, però hai sempre da godere della musica. Non importa se suoni in maniera semplice o brani complicati, l’importante è sentire la musica e che anche gli altri la sentano. È importante specialmente che ci si rallegri perché è una cosa in più della vita.

Molte grazie Pérez! È stato un grande piacere.

Visualizza la Music Wall Photo Gallery del suo concerto!

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