Intervista a Pietro Berselli

0

Ho incontrato Pietro Berselli un tardo pomeriggio in un pub nel vecchio ghetto di Padova, città dove il cantautore bresciano si è stabilito ormai da tempo, e dove le canzoni e le trame del suo progetto hanno preso forma ed ispirazione.

Ho cercato di farmi raccontare le ragioni che lo hanno portato, dopo aver militato in passato in band del panorama bresciano e patavino, ad intraprendere un progetto solista e come esso ha preso forma e si è evoluto nel tempo.

Allora Pietro quand’è che ti è venuto in mente di cominciare questo progetto e quali sono le motivazioni?
Ma guarda la musica che è presente sull’EP più le tracce che sono presenti su soundcloud, nascono a cavallo tra il 2011 ed il 2012 ma allora erano solo un embrione anche perché ero concentrato su altri progetti, poi una volta che ho ripreso queste bozze, le ho sviluppate, fino ad arrivare al risultato che potete ascoltare, anche se non sarà ancora la loro evoluzione completa.

In che senso?
Nel senso che i miei brani tendono a mutare spesso negli arrangiamenti e nel modo di cantare… Mi spiego meglio, voglio dire che i brani che eseguo live ma anche in studio si modificano nel tempo, in base all’occasione e allo stato d’animo, per esempio nei live prendono forme diverse a seconda del luogo in cui suono passando da uno stile relativamente cantautorale classico quando mi esibisco solo, a suoni molto esagerati quando invece suono con la band.
Per quanto riguarda l’EP invece, come dire, contiene anche dei brani che sono presenti su Soundcloud ma in una veste musicale molto diversa, diciamo che non voglio per il momento fornire una staticità alla mia musica per non avere limitazioni.

Si può dire quindi che sia la necessità di non avere limitazioni che ti ha portato ad intraprendere un progetto solista?
Si sicuramente, per questo particolare e personale tipo di canzoni volevo che non nascessero come scelta condivisa di più persone, ma volevo il controllo totale su ogni tipo di aspetto per non avere vincoli tecnici ed artistici, tanto che i brani registrati sono eseguiti ed arrangiati completamente da me.
Questo ho cercato di farlo nel modo più immediato possibile senza tecnicismi, per quanto riguarda il live invece ho avuto la fortuna di trovare una formazione che segue quello che ho scritto sapendolo reinterpretare con il gusto e con l’intelligenza adeguata per la musica che faccio, e per il contesto dove la eseguo … sono Roberto Obici (Batteria), Marco Sorgato (Basso)ed Edoardo Dalla Bitta (Chitarra), fondamentali per il mio suono live ed ora mai per le mie canzoni.

Come mai la scelta di presentarsi con il proprio nome e non usando uno pseudonimo?
Be all’inizio avevo pensato ad una cosa del genere ma poi mi sono reso conto che ciò genera delle aspettative inoltre la musica è talmente personale che volevo presentarmi semplicemente come me stesso, e con il nome registrato all’anagrafe, poi ero rincuorato dal fatto che già artisti che stimo molto lo hanno fatto in precedenza come ad esempio Giorgio Canali.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento, o comunque coloro che ti hanno aiutato nella scrittura di testo e musica?
Be sicuramente tra gli italiani, oltre al già citato Giorgio Canali, gli Offlaga Disco Pax, il Teatro degli Orrori per quanto riguarda il modo di porre il suono delle parole, per la musica però guardo anche artisti internazionali come Eels, TV On The Radio e per alcune sonorità i Noir Desire di Des Visage Des Figures.

Mi dicevi che la tua musica è molto personale, qual è il tuo approccio ai testi, ed a cosa è dovuta la scelta dell’italiano?
Per me l’attuale tipo di scrittura è stata una maturazione artistica e musicale. La scelta dell’italiano non è casuale perché penso che l’uso della nostra lingua renda più importante la sfera dell’emotività nel testo. Questo per una condivisione del linguaggio sicuramente, ma anche da un punto di vista grammaticale e metrico, in quanto è più difficile rendere musicali e porre in maniera coerente le parole italiane, così il ragionamento che porta alla costruzione del testo è più elaborato e pensato sia per musicalità che per significato.

Ho notato che la parte cantata spesso diviene quasi un parlato.
Si trovo che sia maggiormente in linea con alcune canzoni e la loro emotività in quanto cerco di raccontare cose “brutte” nel modo più dolce possibile, ma il discorso che ti facevo per la musica vale anche per lo stile vocale, infatti durante i live per esempio la voce è meno sommessa e più potente e soprattutto non la “sporco” come nei brani su Soundcloud.

Parlami un po’ dello stile con cui sono registrati i brani, sia quelli dell’Ep che quelli di Soundcloud.
Come ti dicevo mi piace dare vite e forme diverse anche ad una medesima canzone, quindi quando ho fatto uscire i brani su Soundcloud ho scelto di portarli in maniera completa strumentalmente ma di dargli un taglio lo-fi anche perché appunto sono stati fondamentalmente registrati da me in camera mia. Per quanto riguarda l’EP invece ho voluto dare una versione più essenziale e pulita, praticamente ho registrato un live con la chitarra collegata a due ampli e la sola voce.
Ho voluto una strumentazione minima in vista dell’album dove riarrangerò in maniera completa alcuni brani dell’EP e in più aggiungerò altri brani inediti.

Quindi se interpreto bene vorresti fare una sorta di metamorfosi musicale per quanto riguarda alcuni brani che si concluderà con l’uscita dell’album?
(Ride) Si diciamo che si può porla in questo modo…

Ascolta Pietro nella tua musica che comunque per tua scelta è molto volubile è possibile rintracciare un tema centrale?
Si un tema centrale sicuramente c’è, e sono io, ma l’io in un periodo della mia vita che risale più o meno a quando nascevano le canzoni che per me sono state una sorta di sfogo e di catarsi.
Inoltre sia i brani di soundcloud sia quelli dell’EP hanno un tema ben preciso che intendo evolvere, come la musica, il tema è quello di una reinterpretazione personale e senza pretese di un mito greco dove cerco di essere un po’ l’alter ego del protagonista ponendomi nei suoi panni e dando un interpretazione mia del personaggio e della sua psiche.

Che mito?
Eeh… il mito è quello di Orfeo ed Euridice anche se il personaggio viene citato solo nel titolo dell’album che uscirà, ma mai all’interno delle canzoni.
Le canzoni prodotte finora possono quasi rappresentare il prologo di un libro dove ho disseminato una serie di richiami al mito, quindi se ascoltate le canzoni in quest’ottica potrebbe essere anche più interessante, tipo quei libri interattivi che si leggevano da bambini (ride).
A parte gli scherzi ho cercato fin dall’uscita dei brani su soundcloud di portare una coerenza nella tematica, di modo che essa possa evolvere in maniera lineare e che quando i pezzi saranno completi si possa vedere come le diverse parti e le sfumature si incastrino e siano parte di un unico tema.

Ultima domanda. Pietro parlami un attimo del’etichetta che ti ha prodotto il disco, i Dischi Sotterranei gusto?L’etichetta si chiama Dischi Sotterranei ed è la neonata etichetta dei Sotterranei ovvero un collettivo di band patavine una piccola ma tenace realtà un cucciolo di coccodrillo ( simbolo dei sotterranei n.d.r.).
Il mio E.P. è la loro prima pubblicazione quindi diciamo che mi considero la loro cavia da laboratorio. A parte gli scherzi, mi stanno seguendo in tutti gli aspetti e dio (o chiunque altro) li benedica per la promozione che stanno facendo! Io sono praticamente negato in questo! Stanno facendo davvero un ottimo lavoro. Tra l’altro ci terrei anche a dire che questo EP esce all’interno di una collaborazione tra Dischi Sotterranei e Dischi Soviet Studio, un’etichetta di Cittadella che ha al suo interno artisti di spessore e che mi ha dato e mi sta dando una grande mano per l’uscita di questo EP.

Perfetto grazie Pietro ed in bocca al lupo per l’uscita del disco
Grazie a te crepi.

Soundcloud: https://soundcloud.com/pietro-berselli
Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=PDHRXM42Mxg
Facebook: https://www.facebook.com/pages/Pietro-Berselli/640303942754727

About Author

tommaso.gavazzi89@gmail.com'