Il suono – l’esperienza uditiva e i suoi oggetti

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Perché e come sentiamo i suoni e la musica spiegato in un libro.

Chi subisce il fascino del suono, esperto o curioso che sia, trova in  Il suono – l’esperienza uditiva e i suoi oggetti di  Elvira Di BonaVincenzo Santarcangelo pane per i suoi denti. Già le prime 20 pagine offrono materiale per riflettere per interi anni.

Citando l’introduzione.

Nel 1951 il compositore americano John Cage si recò in una stanza semianecoica dell’Università di Harvard. “Tutti quelli che mi conoscono sanno questa storia. La ripeto continuamente”, affermò una volta Cage. “In quella stanza silenziosa udii due suoni, uno alto e uno basso. Così domandai al tecnico di servizio perché, se la stanza era tanto a prova di suono, avevo udito dei suoni. Disse ‘Me li descriva’. Lo feci. Rispose: ‘Il suono alto era il suo sistema nervoso in funzione, quello basso il suo sangue in circolazione” (Cage 1967, pp.88). Meno noto è il parere su questo celebre aneddoto di un’altra grande compositrice americana, Pauline Oliveros, secondo la quale in quella stanza il musicista in realtà stava ascoltando i suoni provocati dalle avvisaglie dell’ictus per cui sarebbe morto. Secondo Oliveros, in quella stanza, Cage aveva sentito il suo futuro”.  (Il suono – Elivira di Bona e Vincenzo Santarcangelo – 2018 –  pp 10).

Cosa sono i suoni quindi? Perché, pur essendo avvolti da suoni in modo inconsapevole ci accorgiamo subito della loro assenza nel silenzio? Come i percepiamo? A queste e ad altre domande vuole rispondere questo testo edito nel 2018 dall’editore Raffaello Corina muovendosi tra fisiologia, psicologia della percezione e filosofia.

Un testo utile per essere introdotti al mondo del suono e per scoprire cosa si nasconde dietro la percezione uditiva e la modalità sensoriale a essa legata.

 

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