Giorgio Moroder

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Bio

Giovanni Giorgio Moroder nasce ad Ortisei (Trentino Alto Adige) il 26 aprile 1940. Impara a suonare la chitarra e comincia a presentare le sue canzoni con diversi gruppi dei quali spesso è la voce principale. All’età di 20 anni circa si reca principalmente in Germania a presentare i suoi pezzi nelle discoteche della Baviera (più vicine e più evolute rispetto al concetto delle “balere” italiane). Qui si esibisce con i suoi gruppi suonando dal vivo i suoi 5 brani circa. Nel 1967 si stabilisce stabilmente a Berlino (ovest ovviamente), aiutato dalla conoscenza del tedesco (in Alto Adige è studiato come l’italiano e parlato da molte famiglie come lingua principale) prende la decisione di non suonare più in tour ma di dedicarsi principalmente alla scrittura di testi e di demo per se stesso e per altri artisti. Nel 1971 si trasferisce a Monaco di Baviera per poco meno di un anno, capendo che la sua musica, la sua fonte d’ispirazione non poteva che arrivare dagli Stati Uniti, dove si trasferisce nel 1972. Qui subisce ancora di più l’influenza della “Disco-Music”, una musica ritmata, con un giro di basso spesso ripetitivo. Qui diventa il Deus ex Machina della musica elettronica, grazie ad un superbo utilizzo del Synt cominciò ad utilizzare il Moog Modular per creare suoni futuristici e melodie perfette, cantate dall’artista probabilmente che collaborò con lui (scoperta e portata al successo proprio da Moroder): Donna Summer. Il loro primo singolo di successo fu: Love to love you baby (Casablanca, 1975). In un periodo di tante stelle comete nella musica Disco (artisti che imbroccavano 1-2 titoli e poi sparivano) questa divenne la base del successo di questo immenso artista. Per capire il lavoro di quegli anni di Giorgio Moroder è fondamentale ascoltare la canzone I Feel Love del 1975: a mio modesto parere una delle tracce (se non LA traccia) di Electro-Disco Music più influenti per l’epoca. La voce di Donna Summer e delle coriste si integra meravigliosamente in una continua scala di armonie sintetizzate, con una cassa quasi impercettibile. Superbo!!!! Nel 1978 produce l’album: Midnight Express (Fuga di mezzanotte), contenente la colonna sonora per il film omonimo, che gli vale l’Oscar. Negli anni ’80, proprio grazie al suono moderno, alla sua capacità di ritmare in maniera nuova ed innovativa le sue canzoni ed all’utilizzo di suoni “futuristici”, conquistò la fiducia di diversi produttori cinematografici che commissionarono a Moroder le colonne sonore di diversi Film. American Gigolò, Flashdance (secondo Oscar), Scarface, La Storia Infinita, Top Gun (terzo Oscar). Su Wikipedia c’è una lista aggiornata degli artisti che hanno voluto collaborare con Giorgio Morder, tra i quali cito solo Queen, Eurythmics, Elthon John, Mr. Big e David Bowie. Con la rinascita, avvenuta nell’ultimo quinquienno del 1990, della figura del Dj e dello sdoganamento della stessa da semplice “fruitore di musica” Giorgio Moroder si è dato a dei sontuosi Dj Set prodotti e suonati da lui dal vivo. La sua ultima collaborazione è celebre ed un “premio” alla carriera in musica. In Random Access Memories (Daft Life-Columbia, 2013) dei Daft Punk (album ed artisti vincitori dei più importanti Grammy Awards 2014) gi viene dedicata la traccia più lunga dove è presente un cameo di Moroder.

Conclusioni

Ho cominciato la mia avventura da “scrittore” con l’artista che a mio modesto parere più di chiunque altro ha influenzato la musica elettronica essendone al tempo stesso innovatore e fondatore, capace di fondere ritmi coinvolgenti con melodie elegantissime. Ho scelto lui anche per un altro motivo: Moroder parte dalle montagne dell’Alto Adige ed arriva a vincere l’Oscar a 38 anni, dopo svariati successi ed una vita passata ad impegnarsi inseguendo la sua più grande passione. Questo dimostra che nessuno dovrebbe precludersi la possibilità di inseguire i propri sogni, se motivati e spinti da una passione travolgente. Moroder è la sintesi perfetta del “sognatore attivo”: cresciuto nell’immediato dopoguerra, si adopera attivamente ad inseguire il suo sogno, non lamentandosi delle situazioni avverse, ma credendo in se stesso e nelle sue capacità, riuscendo infine a realizzare il progetto di vita che aveva scelto per se stesso. Ascoltate qualche intervista su Youtube di Moroder (quasi tutte in inglese), capirete che non c’è arroganza nella sua voce, nonostante sia universalmente noto come uno dei principi della corrente elettronica. Ma soprattutto, ascoltate uno a caso dei titoli di sua produzione, e ditemi se non sono ancora attuali ed adatti ai nostri tempi, nonostante prodotti circa 50 anni fa.

Vi lascio con una citazione tratta la traccia nr.3 dell’ultimo album dei Daft Punk Giorgio by Moroder:

“You want to free your mind about a concept of harmony and music being correct, you can do whatever you want. So nobody told me what to do, and there was no preconception of what to do.”

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