Alcest. Quando il vuoto sotto i piedi ha la sua utilità.

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Ho visto il sole dritto in faccia. Ho immaginato che tutto il mondo fosse colorato, di carta. Ho creduto che tutto quanto potesse avere un senso diretto, senza che doverci girare intorno troppo. Ho visto tutto come se fosse distruttibile, ma sempre ricreabile, all’infinito.

Il fatto è che abbiamo paura di cambiare. Abbiamo paura a lasciare tutto e siamo i primi che vorrebbero i colori, senza però che ci rendiamo conto delle potenzialità del presente, soprattutto del proprio, nonostante il fango, che i piedi e le ali a volte ce li incolla davvero.

Ascoltare questo disco, e personalmente non seguivo gli Alcest da un bel po’ (da Écailles de Lune , 2010) mi ha riportato, per certi versi,  la luce del giorno nelle mie mani.

Mi sono finalmente ritrovato di nuovo in quel mondo di carta dove tutto quanto può essere distrutto senza che nessuno ci resti sotto, alle macerie. Qualche entità ricostruirà sempre tutto per me, perché io possa ancora graffiarne le superfici, assorbirne le sue fibre per asciugare le mie, senza trovare angoli bui e senza fastidi agli occhi.

Pur non portando nulla di nuovo nel panorama mondiale (in fin dei conti si parla di un disco post rock/ shoegaze) , Shelter risulta essere un disco stupendo. Neige (voce, chitarra, basso, tastiere) e Winterhalter (batteria), coadiuvati da Birgir Jón Birgisson, nello studio islandese dei Sigur Ròs, hanno prodotto un disco che stacca nettamente -e una volta per tutte- dal loro passato. Crisalide.

Questo i più esperti già lo intuivano, sapendo chi e dove il disco sarebbe stato prodotto. Se conoscete/ricordate gli Alcest precedenti e sperate che qualche schitarrata black metal sia rimasta, ecco che, appunto, non la troverete. Shelter è anni luce lontano dalle vecchie sonorità black metal degli early days, per altro già mutate nei due dischi precedenti.

Shelter è un disco tanto aperto quanto apribile, immaginabile, canticchiabile, colorato e ripetitivo (con accezione positiva). Così tanto che la giornata appena passata in confronto vi sembrerà come una cosa nemmeno vissuta, già dissoluta, sciolta. Sarà anche fin troppo facile giudicarla con pochezza, in confronto. Arriverete alla fine che già avrete voglia di ricominciare.

Il sole saprà accecarvi , ma voi continuerete a vedere molto distintamente ogni contorno e riuscirete a saper ascoltare ogni risata, e chissà, forse ci vedrete amore. L’amore che vi manca o quello che ancora non avete conosciuto.

O forse, sarete semplicemente un po’ più vicini al sole.

Tracklist:

1. Wings
2. Opale (Opal)
3. La Nuit Marche avec Moi (The Night Walks with Me)
4. Voix Sereines (Serene Voices)
5. L’Éveil des Muses (The Awakening of the Muses)
6. Shelter
7. Away
8. Délivrance (Deliverance)

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